"In gabbia con le scimmie": le scuse non bastano, la donna si prepara a denunciare

La donna senegalese che la settimana scorsa è stata vittima di un caso, ormai tristemente celebre, di insulti razzisti all'ospedale di Santa Maria delle Croci si è rivolta, appena dimessa, a un avvocato per capire come muoversi

E alla fine la denuncia potrebbe arrivare davvero. La donna senegalese che la settimana scorsa è stata vittima di un caso, ormai tristemente celebre, di insulti razzisti all'ospedale di Santa Maria delle Croci si è rivolta a un avvocato, appena dimessa dall'ospedale, per capire come muoversi nei confronti dell'uomo che ha paragonato lei e la sua famiglia a "scimmie in uno zoo". Il ravennate, che nei giorni scorsi ha ammesso l'errore scusandosi in una lettera, potrebbe essere denunciato per due diverse ipotesi di reato: diffamazione e violazione della privacy.

"La signora non ha ancora sporto denuncia - commenta il legale della donna Davide Baiocchi - si è presa un po' di tempo per riflettere e valutare se farlo. Diversamente potrebbe decidere di accettare delle pubbliche scuse a livello formale e un indennizzo, presumibilmente di qualche migliaio di euro, da versare a un ente di beneficienza che si occupa di bambini africani. Il mio timore è quello che, se si decidesse a sporgere denuncia, potrebbe passare come una "approfittatrice" che vuole solo speculare sulla situazione per arricchirsi. Allo stesso tempo non ci sembra giusto che una persona possa compiere un gesto del genere e passarla liscia. Se effettivamente come dice lui è stato un errore commesso senza cattiveria, la signora, pur molto risentita, accettando l'indennizzo dimostrerebbe di non volerne approfittare".

Tutto è iniziato quando, il 13 giugno, l'uomo ha deciso di postare nel gruppo "Pastorizia never dies" (sorto sulle ceneri del gruppo razzista "Sesso, droga e pastorizia" chiuso da Facebook dopo innumerevoli polemiche) un "selfie" in una stanza dell'ospedale Santa Maria delle Croci, dove la moglie aveva appena partorito. Il ravennate si lamentava del fatto che nella stessa camera fosse presente un'altra partoriente di colore, insultando la donna e la sua famiglia, giunta nella stanza per dare il benvenuto al neonato, e paragonandoli a "scimmie in uno zoo". La foto è stata ripresa dalla blogger Selvaggia Lucarelli, che l'ha postata sul suo profilo Facebook facendola arrivare a oltre un milione di persone che la seguono sul social network. L'autore della foto, messo alle strette, si è difeso puntando il dito contro qualche ignoto all'interno dell'ospedale che gli avrebbe giocato un brutto scherzo impossessandosi del suo telefono, cosa a cui pochi hanno creduto, mentre martedì la verità è venuta a galla.

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