Taglio del nastro per il nuovo asilo di San Lorenzo di Lugo

L’asilo può accogliere fino a 15 bambini nella sezione Primavera e 30 per la scuola dell’infanzia

Sabato ha inaugurato a San Lorenzo di Lugo il nuovo asilo parrocchiale “Don G. Galassi”. Per l’occasione sono intervenuti il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il consigliere comunale Fausto Cavina, la presidente della Consulta di San Lorenzo-Ca’ di Lugo Matilde Brignani, il vescovo di Imola Tommaso Ghirelli, la presidente del Fism di Ravenna Saula Donatini. L’asilo è stato realizzato partendo da una vecchia struttura che è stata quasi completamente demolita. I lavori, che sono costati circa 650mila euro sono stati eseguiti in sei mesi e completamente finanziati da sponsor privati e contributi volontari.

L’asilo è stato realizzato tenendo conto dei più moderni parametri per il risparmio e l’efficienza energetica, tanto che ha ricevuto anche la targa “Green gold” conferita dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Tutti gli impianti sono stati realizzati ex novo, mentre un sistema domotico supervisione gli impianti di climatizzazione e fotovoltaico (6 kW). L’asilo può accogliere fino a 15 bambini nella sezione Primavera e 30 per la scuola dell’infanzia. I lavori sono realizzati da aziende locali: l’impresa edile Bresiani Guido di Fusignano, Lectron Srl, Gz Gentilini & Zappi e Rustichelli Color di Lugo e Moroni Gabriele di Conselice.

“Riuscire a costruire un asilo cattolico e raccogliere i fondi necessari è stata una sfida notevole, vinta grazie all’ammirevole comunità di San Lorenzo che ha partecipato attivamente alla realizzazione dell’opera - ha dichiarato Fausto Cavina -. Questo lavoro ha permesso anche di rinsaldare rapporti e azzerare divergenze ideologiche e politiche”. “Mentre pensavo a questo momento ho immaginato di rivolgere un pensiero a don Vittorio, per raccontargli cosa siete riuscire a fare qui - ha aggiunto Davide Ranalli -. In questo momento San Lorenzo deve sentirsi orgogliosa per quello che ha fatto e questo edificio oltre che inaugurarlo dobbiamo fetseggiarlo, perché è simbolo di unione di intenti e forza che che hanno le nostre frazioni”.

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