Principio d'incendio nello stabilimento Caviro, il Presidente: "Esclusa la pista dolosa"

Ancora un incendio che nel tardo pomeriggio di lunedì ha messo in allarme la comunità faentina. E' quello che si è sviluppato in uno dei piazzali a cielo aperto dello stabilimento Caviro a Faenza

Foto dalla pagina Facebook 'Centro meteo Emilia Romagna'

Ancora un incendio che nel tardo pomeriggio di lunedì ha messo in allarme la comunità faentina. E' quello che si è sviluppato in uno dei piazzali a cielo aperto dello stabilimento Caviro a Faenza, deputati alla raccolta del legno proveniente da sfalci e potature del verde pubblico e privato. Il principio di incendio è stato avvistato sia da alcuni operai, che hanno notato volute di fumo levarsi dal cumulo del legno, sia da personale esterno all’azienda che, vedendo il fumo, ha tempestivamente avvisato l'autorità competente.

"Caviro, per la natura delle lavorazioni effettuate, ha un piano di emergenza molto preciso e misure ad hoc per contenere questo tipo di eventi - puntualizza il presidente Carlo Dalmonte - La squadra di emergenza di Caviro si è prontamente attivata ed è immediatamente intervenuta con gli idranti; al successivo arrivo delle squadre dei Vigili del fuoco hanno poi lavorato in collaborazione. Il primo intervento è stato teso a isolare il punto di origine della combustione, spostando con le pale le masse che si trovavano attorno alla zona adiacente, mentre le lance dei pompieri bagnavano tali materiali e contemporaneamente lo separavano distribuendolo su altri piazzali. L’evento è stato particolarmente contenuto anche grazie al fatto che gli impianti antincendio dello stabilimento si sono dimostrati adeguatamente progettati per fronteggiare tali accadimenti. Il piazzale coinvolto nell'incidente si trova nella zona dello stabilimento confinante con la campagna ed è di proprietà dell'azienda Enomondo, società collegata a Caviro: il materiale in stoccaggio è unicamente vegetale, in attesa della lavorazione che separa la parte verde, destinata alla produzione di ammendante naturale, dalla parte secca. L’incendio si è consumato interamente sul piazzale adiacente il capannone in cui avviene la lavorazione; non sono stati coinvolti edifici e non ci sono stati infortuni alle persone. Anche l’adiacente Oasi delle Cicogne non ha subito danni e i volontari, che come tutti i giorni si sono recati ad accudire gli animali, ci hanno rassicurato che non ci sono state conseguenze per la fauna selvatica".

"Riteniamo importante sottolineare - continua Dalmonte - che non sussistono motivi per pensare a un dolo: lo sfalcio depositato tende naturalmente a fermentare e, in presenza di periodi secchi e caldi come quello attuale, può portare a fenomeni di autocombustione. La zona del piazzale è volutamente isolata dal resto dello stabilimento ed è posizionata nelle adiacenze di una serie di vasche di depurazione colme d'acqua. Le forze dell’ordine intervenute hanno gestito la viabilità nelle immediate vicinanze del sito, chiudendo l’accesso alla strada prospicente per evitare la commistione della normale viabilità con i mezzi di servizio. La presidenza e direzione di Caviro unitamente alla Dirigenza Enomondo vogliono esprimere un sincero ringraziamento ai dipendenti, che hanno efficacemente operato in tale circostanza, e agli enti esterni il cui pronto intervento ha consentito di circoscrivere e domare efficacemente l'incendio in tempi rapidi e senza altre conseguenze sia per l’azienda che per la comunità".

Stabilimento Caviro Faenza area incendio-2

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