Il lato nascosto delle sale slot, quando in gioco c'è la vita: "Ho perso mezzo milione e la mia famiglia"

Quando giocare non è più un hobby, ma diventa un bisogno compulsivo e niente e nessuno ti può fermare. Ma chi frequenta le sale gioco? Siamo andati a visitare una sala slot di Ravenna per farci un'idea più chiara

Dentro al gioco

Quando arrivo fuori dal locale, a metà mattina, la sala non è ancora aperta. Cerco un cartello con gli orari, ma sulla porta non c'è nulla. Dopo qualche secondo mi si avvicina una signora che avevo notato poco prima dall'altra parte della strada. Indossa vestiti piuttosto logori, un cappello di lana e dei guanti con le dita tagliate. Si volta verso di me con uno sguardo dolcissimo: “Oggi non aprono più”, mi dice scherzosamente, spiegandomi che solitamente la sala apre dalle 10 fino a mezzanotte. Poi bussa alla porta: le apre un uomo che la saluta chiamandola per nome. “Sei in ritardo!”, lo rimprovera lei affettuosamente. Poi si dirige diretta verso la sala slot vera e propria: tento di accodarmi a lei ma l'uomo, notando una faccia nuova, mi chiede un documento per controllare che io sia effettivamente maggiorenne - come riporta un cartello che osserverò poco più tardi nella sala, il gioco è vietato ai minorenni. Mentre l'uomo controlla il mio documento, dietro di me iniziano a entrare diverse persone (tutte evidentemente maggiorenni e, probabilmente, clienti ben noti al titolare); quando arrivo nella sala mi accorgo che, in una manciata di minuti, già metà delle macchinette – una decina in tutto - sono state occupate.

L'ambiente è ben riscaldato e trasmette una certa tranquillità. Cerco di guardarmi intorno con discrezione, tentando di non fare intuire la mia estraneità a questo luogo. Ma subito capisco una cosa: nessuno dei presenti è minimamente interessato a me, probabilmente neanche si sono accorti del mio ingresso. Ciò che emerge all'interno di questo ambiente silenzioso è un solo obiettivo molto chiaro: vincere, vincere e vincere. Poco importa se per farlo si sia costretti a passare ore davanti a uno schermo, a mentire alla propria moglie o a darsi malati a lavoro. Nella sala buia sono presenti cinque persone, tutte incollate allo schermo delle slot - che possiedono giochi di colori a intermittenza in grado di catturare l'attenzione - con gli occhi sbarrati. Uno di loro, nonostante l'ora, dopo pochi minuti va al bar e torna con un bicchiere di liquore che durante la mia visita riempirà e svuoterà più volte. Un altro chiede una birra. Nessuna sigaretta: del resto di fianco alle macchinette campeggia a caratteri cubitali il cartello “vietato fumare”. Gli uomini sono tutti stranieri e di un'età che andrà tra i 30 e i 50 anni, tranne un anziano italiano con il quale più tardi riuscirò anche a interagire.  Una sola donna, quella che mi ha fatta entrare, parla tra sè e sè ad alta voce, quasi cercando una conferma dagli altri. “Facciamo un'altra partitina... e perdiamo”. Si accorge che la sto osservando: “Tanto qui non si vince mai”, ammette col sorriso; non un sorriso che trasmette felicità, però, ma che nasconde rassegnazione.

Una cosa curiosa che si nota in fretta è la "fedeltà" del giocatore verso la propria macchinetta: nessuno dei presenti, infatti, durante la mia permanenza ha voluto cambiare slot, forse facendo affidamento alla falsa legge della probabilità che, dopo numerose perdite allo stesso apparecchio, vedrebbe più probabile una vincita. Alcuni di loro sono incollati alle slot, altri preferiscono le "vlt", video lottery terminal, macchinette di nuova generazione che permettono di giocare a più giochi e che sono collegate sia a internet che tra di loro, in modo da poter giocare contro altri avversari, e nelle quali è possibile pagare anche con bancomat o carta di credito. Le slot, invece, accettano solo contanti, e alcune non hanno neanche la fessura per le monete, ma solo l'entrata per le banconote. Ma i cinque clienti presenti, in ogni caso, non sembrano essere minimamente interessati a piccole puntate: infilano una dietro l'altra banconote di taglio medio-alto, soprattutto da 50 euro. Le banconote spariscono nella slot e durano una manciata di secondi, senza regalare - nei casi osservati - alcuna vincita in cambio.

Continua a leggere ===> Mario: "Ho perso mezzo milione di euro nel gioco"

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