Giovani 'eroi', la 19enne che ha tentato di salvare il motociclista: "Ancora non riesco a credere a ciò che è successo"

Elena mercoledì ha tentato di salvare il motociclista rimasto incastrato sotto un'auto in fiamme in un incidente a Barbiano di Cotignola, poi tristemente deceduto

Nullafacenti, viziati, sfaticati: sono termini con i quali spesso vengono descritti, facendo di tutta l'erba un fascio, i giovani d'oggi, i 'Centennials' - ossia i nati dopo i 'Millennials', generazione generalmente circoscritta tra i nati dal 1995 fino al 2010. Ragazzi sempre con lo sguardo incollato sullo schermo, che sia quello di un computer o di un cellulare, con poco spirito d'iniziativa e anche, tristemente, con poche speranze per il proprio futuro.

Si discosta fortemente da queste definizioni, che altro non sono che stereotipi, Elena Cecchi, 19enne di Lugo. Elena ha da poco terminato di frequentare l'istituto professionale lughese 'Stoppa', dove si è diplomata nel 2018 come assistente socio-sanitaria, poi ha ottenuto una qualifica da Oss, operatrice socio-sanitaria. Da gennaio la giovane ha deciso di intraprendere il Servizio civile nella Pubblica Assistenza di Lugo. Ma non si sarebbe mai aspettata di trovarsi di fronte a un'emergenza estrema come quella che l'ha vista coinvolta in prima linea mercoledì sera.

Elena, infatti, mercoledì ha tentato di salvare il motociclista rimasto incastrato sotto un'auto in fiamme in un incidente a Barbiano di Cotignola, poi tristemente deceduto. La giovane, formata al soccorso, in attesa dell'arrivo del 118 si è rimboccata le maniche e ha cercato di dare quanto più aiuto possibile. "Abito di fianco al Maria Cecilia Hospital, proprio dove è avvenuto l'incidente - racconta la ragazza - Ero appena arrivata a casa da lavoro, ero in salotto quando ho iniziato a sentire mia mamma che urlava in cucina "C'è stato un incidente!". Così mi sono messa le scarpe al volo e mi sono precipitata in strada. Inizialmente sembrava un semplice tamponamento, poi ho iniziato a sentire le urla delle persone che erano lì sul posto e ho capito che la situazione era ben più grave". 

L'occhio attento della volontaria, seppur con pochi mesi di esperienza alle spalle, le fa notare un dettaglio importante: "Sono andata verso l'auto avvolta dalle fiamme e ho visto che da dietro sporgeva qualcosa: ho fatto il giro e mi sono accorta che da sotto l'auto uscivano le gambe di una persona. Ho subito provato a tirarlo fuori, ma il motociclista era incastrato con il casco. Così ho chiamato due uomini che erano lì e che hanno sollevato leggermente l'auto, di modo che io potessi estrarlo. Dopodichè l'ho trascinato in sicurezza per dieci metri circa, ma l'uomo non dava cenno di vita".

La ragazza, riuscendo a mantenere il sangue freddo nonostante la giovanissima età, ha preso in mano la situazione cercando di coordinare le operazioni di soccorso: "Gli ho aperto il giubbotto e la camicia e ho iniziato il massaggio cardiaco per tentare di rianimarlo: ho chiesto se altri fossero in grado di praticarlo e fortunatamente sul posto c'erano tre o quattro persone che sapevano farlo, così ci siamo dati il cambio. Poi sono arrivati i soccorsi del 118, ai quali in seguito ho spiegato la situazione, ma non c'è stato nulla da fare. L'uomo era già morto". La 19enne si è poi procurata di tranquillizzare anche la donna alla guida dell'auto incendiata: "Sono stata un po' con lei e le ho portato dell'acqua, era in stato di shock. L'ho anche aiutata a compilare un modulo con le sue generalità per i Vigili, alla fine l'hanno portata via in ambulanza per gli accertamenti di routine".

Per Elena era la prima volta che si trovava di fronte a un'emergenza così grossa: "Con la Pubblica assistenza non facciamo emergenze, e mi sono davvero stupita di come ho reagito: a ripensarci ora mi sembra di non essere stata io a fare tutto quello che ho fatto. Non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi improvvisamente in una situazione così tragica". Coincidenza vuole, poi, che nei sogni della giovane ci sia proprio quello di lavorare nel 118: "Ho sempre sognato di fare emergenza insieme al personale del 118, è una delle mie più grandi ambizioni. Non è facile, ci sono vari concorsi da fare... ma la speranza c'è".

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