Uccisa in un incidente innescato da un ubriaco, il padre della vittima: "Il ragazzo è già ai domiciliari"

"Ma il dolore più grande - racconta Antonio Santorelli, padre della vittima, ad Arezzonotizie, intervistato da Nadia Frulli - è sapere che questo giovane è stato rimandato alla propria abitazione in poco tempo"

Era l'alba del 21 aprile scorso quando la vita di Giovanna Santorelli venne spezzata in un incidente stradale innescato da un giovane che si trovava alla guida in stato d'ebrezza. Sono trascorsi due mesi da quella drammatica giornata, ma il dolore del padre, del compagno e di tutti i familiari oggi è più forte che mai. Da pochi giorni sono venuti a conoscenza delle motivazioni con le quali il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Ravenna, pochi giorni dopo l'incidente, ha prima convalidato l'arresto del giovane e poi gli ha concesso i domiciliari. Il giovane, un 22enne di Cercia, sarà processato con rito immediato il prossimo settembre.

La figlia morì in un incidente, parla il padre di Giovanna Santorelli - L'intervista di Arezzonotizie

"Ma il dolore più grande - racconta Antonio Santorelli, padre della vittima, ad Arezzonotizie, intervistato da Nadia Frulli - è sapere che questo giovane è stato rimandato alla propria abitazione in poco tempo, senza espiare nulla. Intendiamoci, io sono per la rieducazione: non chiedo una carcere a vita né tantomeno la pena di morte. Ma la situazione era davvero grave: questo ragazzo si è messo al volante dopo aver bevuto e assunto stupefacenti. E' scritto nelle motivazioni ed è stato accertato dai carabinieri. Non solo, durante una perquisizione gli è stata trovata della sostanza stupefacente in tasca. Lo stesso giudice parla di assenza di attenuanti, di possibilità di commettere nuovamente un reato del genere vista la sua difficoltà nel regolarsi. Ecco, di fronte a una situazione di questo tipo, mi chiedo, come è possibile concedere i domiciliari?".

I legali del 22enne hanno adesso la facoltà di presentare istanze per chiedere un ulteriore alleggerimento della misura cautelare. "Io ho altri due figli - racconta Antonio - e so che un incidente può capitare a tutti e che quando si è giovani si commettono errori.  Ma quando è stata approvata la legge sull'omicidio stradale speravo che fosse un importante strumento affinché finalmente i ragazzi si mettessero al volante in condizioni adeguate. Oggi vedo che non solo non è così, ma che anche chi compie infrazioni che poi si rivelano mortali,  non espia la sua pena. Certo a 22 anni sapere di aver ucciso una coetanea è già terribile. Ma anche se mia figlia non me la renderà mai nessuno, questa legge deve essere applicata in maniera più rigida". 
 


 

 

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