Dopo la vacanza restano a Lanzarote per evitare il contagio da Coronavirus: "Ma il pensiero va a casa"

Avevano programmato di rimanere alle isole Canarie per una settimana, ma mai si sarebbero aspettati di trovarsi in una situazione di emergenza così grave

Sono partiti per una vacanza, prenotata già da tempo, a inizio marzo: avevano programmato di rimanere alle isole Canarie per una settimana, ma mai si sarebbero aspettati di trovarsi in una situazione di emergenza così grave, tanto da portarli a decidere di rimanere sull'isola immersa nell'oceano Atlantico.

E' l'"avventura-disavventura" che stanno vivendo Perla, 30enne, ed Enrico, 35enne: la coppia, che abita a Cervia, il 4 marzo è salita su un volo diretto a Lanzarote insieme a Marina, la loro figlia di quasi cinque mesi, per quella che sarebbe dovuta essere una normalissima settimana di vacanza. "Dovevamo tornare a casa l'11 marzo, ma poi con la diffusione del Coronavirus tutto è cambiato - racconta la ragazza - Per una settimana siamo rimasti in un certo punto dell'isola, poi ci siamo trasferiti in una "surf house" gestita da un ragazzo italiano che conosceva Enrico. Ci è sembrata la sistemazione ideale, visto che ci dava la possibilità di rimanere per più tempo pagando anche un po' meno".

I due giovani hanno scelto subito di rimanere sull'isola, invece di fare rientro in Italia: "Abbiamo deciso di restare qui ancora prima che il nostro volo venisse soppresso - spiega Perla - perchè abbiamo pensato che, visto quello che si era scatenato in Italia, forse la soluzione più giusta era rimanere qui, avendo la possibilità di farlo. Tornare a casa avrebbe voluto dire fare il giro di mille aeroporti in Europa, perchè i voli diretti non c'erano più: diventava un po' brigoso e ci saremmo esposti inutilmente, anche perchè avevamo il rischio di portare il virus a casa e contagiare i nostri familiari, soprattutto i genitori del mio compagno. Così abbiamo deciso di prolungare la nostra vacanza. In seguito abbiamo scoperto, tramite alcuni ragazzi che erano qua e che sono riusciti a ripartire, che i voli organizzati per il rimpatrio erano tutti pienissimi. Noi comunque non ci siamo neanche posti il problema, avendo deciso di restare".

La situazione, nell'isola delle Canarie, è più serena rispetto a quella che stiamo vivendo in Italia: "In realtà fino a qualche giorno fa era sicuramente più tranquilla - continua a raccontare la giovane - Ora, da un paio di giorni, è partito anche qui l'isolamento domiciliare forzato. Sull'isola si contano 3 o 4 casi, sembravano 7 ma poi sono stati smentiti dopo ulteriori accertamenti. Ora non facendo più entrare nessuno ed essendosi Lanzarote quasi svuotata, speriamo che nel giro di una settimana-dieci giorni la situazione possa tornare alla normalità. Noi la stiamo vivendo tranquillamente: restiamo a casa, andiamo a fare la spesa ogni tanto e qualche passeggiata dove si può, siamo proprio di fronte al mare e dietro di noi c'è il deserto, e in giro non si vede quasi più nessuno".

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Nonostante questo, però, il pensiero dei due vola inevitabilmente verso i propri familiari e verso gli amici rimasti a casa: "La preoccupazione più grande è sapere che i nostri cari stanno vivendo la situazione che c'è in Italia, e noi non possiamo essergli vicini - conclude Perla - Il pensiero va a casa, ma anche se fossi a Cervia non potrei raggiungere i miei genitori (che abitano a San Mauro), per cui la scelta migliore era quella di rimanere qua. L'idea è quella di tornare a inizio aprile, i primi voli dovrebbero sbloccarsi intorno al 10, a meno che la situazione di emergenza non venga prolungata. Vedremo come si evolve tutto...".

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