Investito e ucciso mentre torna alla propria nave: "Via Baiona troppo pericolosa"

Si torna a parlare della sicurezza di via Baiona dopo l'incidente di domenica sera, quando un marinaio 33enne è stato investito da un'auto mentre camminava sul ciglio della strada insieme a due colleghi

Foto Massimo Argnani

Si torna a parlare della sicurezza di via Baiona dopo l'incidente di domenica sera, quando un marinaio 33enne è morto dopo essere stato investito da un'auto mentre camminava sul ciglio della strada insieme a due colleghi. "In quanto operaio dello stabilimento Marcegaglia e rappresentante della sicurezza dei lavoratori, chiedo al sindaco Michele De Pascale, al vicesindaco Eugenio Fusignani e all'assessore a lavori pubblici e viabilità Roberto Fagnani se nel progetto dei lavori che verranno eseguiti nel porto di Ravenna e nei vari terminali siano inclusi anche investimenti per la Baiona e accessi meno pericolosi ai terminali portuali - domanda Giuseppe Limantri, rappresentante territoriale dell'Usb unione sindacati di base -  La via Baiona è una strada pericolosa in quanto molto trafficata da mezzi pesanti in tutte le ore della giornata, provenienti dai vari stabilimenti e terminali del porto che risiedono sulla strada; diversi lavoratori per recarsi a lavoro e ritornare a casa utilizzano motocicli e biciclette. La strada buia e poco illuminata rende il tutto più rischioso e tendente a incidenti, come quello di domenica sera".

Per la Baiona, dove ad agosto perse la vita il capitano di fregata della Capitaneria di porto Adriano Carassai mentre rincasava dal lavoro in sella al suo scooter, il sindacalista richiede pertanto "una pulizia dei cigli della strada; a parte la viabilità e l'illuminazione, occorrerebbe una pista ciclabile o marciapiedi e un mezzo per ridurre la velocità sia dei mezzi pesanti che delle auto ed evitare altri morti sul lavoro. La strada è sprovvista di strisce pedonali per attraversare e arrivare alle fermate degli autobus, le due fermate del pullman sono in mezzo alla strada e manca l'isola di sosta delle fermate, quindi i lavoratori sono sottoposti a un rischio. La strada è frequentata anche da residenti e turisti di Porto Corsini, Marina Romea e Casal Borsetti che rischiano anche loro tutti i giorni. Quando si esce dallo stabilimento, con i mezzi pesanti che sorpassano altri mezzi pesanti, le automobili e le moto si rischia di venire investiti: ma a lavorare ci si va per sopravvivere, non di certo per morire".

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