L'omaggio a don Giovanni Minzoni nell'anniversario dell’uccisione

L’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha celebrato la messa nella chiesa del Suffragio, ricordando l'intensa attività di sacerdote svolta da don Minzoni in favore della sua comunità

Don Giovanni Minzoni, il sacerdote ravennate ucciso il 23 agosto 1923 dalla violenza fascista ad Argenta dove esercitava il servizio pastorale, è stato ricordato venerdì mattina dai movimenti cattolici Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), Azione Cattolica e Acli. In rappresentanza del Comune è intervenuta la presidente del consiglio comunale Livia Molducci.

L’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha celebrato la messa nella chiesa del Suffragio, ricordando l'intensa attività di sacerdote svolta da don Minzoni in favore della sua comunità di Argenta e il coraggio manifestato, fino al sacrificio della propria vita, nel condurre le attività educative parrocchiali che i fascisti argentani gli avevano intimato di interrompere. I presenti hanno poi raggiunto piazza Garibaldi, dove è stata deposta una corona alla lapide in memoria del sacerdote, e partecipato al breve ricordo di don Giovanni svolto da Livia Molducci, presidente del consiglio comunale, e Vittorio Pranzini, presidente del Centro studi scout Baden Powel di Firenze.

Livia Molducci ha ricordato che “don Giovanni Minzoni fu assassinato da due sicari fascisti perché proponeva ai giovani di Argenta, attraverso le attività parrocchiali e i due reparti scout da lui fondati, un modello educativo contrapposto a quello imposto dal regime fascista, che a differenza di quest'ultimo educava alla libertà di pensiero e coscienza, alla vita cristiana e al rispetto per la dignità e libertà delle persone”. Vittorio Pranzini ha concluso affermando che “don Giovanni è stato un maestro e testimone capace di indicarci ancora oggi il coraggio di affermare la libertà di associazione, di pensiero, di farsi un’opinione autonoma e il rispetto per le coscienze" e leggendo quanto riportato nella rivista dell'Associazione degli Scout cattolici italiani nel 1923 in occasione della commemorazione di don Giovanni Minzoni: "Il giglio scout simbolo di forza, di purezza, di fede, bagnato con il suo sangue ha germogliato per tutte le terre d'Italia”.

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