L'opposizione porta in consiglio il Porto: "I lavori promessi sono già in ritardo"

La richiesta, firmata da tutti i consiglieri dei gruppi di minoranza, è accompagnata da una relazione del primo firmatario, Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

Durante il consiglio comunale di martedì, tutti i consiglieri comunali di opposizione dei gruppi Lista per Ravenna, CambieRà, Forza Italia, Gruppo Alberghini, Lega Nord e Ravenna in Comune hanno richiesto la convocazione del consiglio inserendo all’ordine del giorno il punto “Presentazione e valutazione del progetto preliminare dell’intervento: Hub portuale di Ravenna - approfondimento canali Candiano e Baiona e seguenti, iscritto nel programma triennale 2017-2019 delle opere pubbliche dell’Autorità di Sistema Portuale locale con esecuzione dall’aprile 2017”. Avendo decorrenza dall’anno in corso, l’approvazione di questo progetto preliminare è obbligatoria, ragion per cui l’opposizione ne ha chiesto la preventiva esibizione, raccomandando anche che alla seduta partecipi il presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi.

La richiesta è accompagnata da una relazione del primo firmatario, Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna. Vi si legge che dall’esame del progetto preliminare e dalle eventuali spiegazioni integrative si intende anche acquisire elementi di valutazione quali tempi, costi e indicatori delle opere in cui si articola l’intervento complessivo; quali opere dovrebbero essere avviate nel 2017; individuazione delle casse di colmata o depositi finali a cui destinare i fanghi estratti dai fondali del porto; accertamento dell’avvenuta valutazione d’impatto ambientale su tali siti; accertamento che, preventivamente all’approvazione del progetto preliminare, sia stata data comunicazione diretta ai titolari dei terreni interessati ai lavori dei vincoli preordinati all’esproprio; prospettive e cronoprogramma di svuotamento delle casse di colmata esistenti a seguito delle indagini penali che ne ipotizzano la prolungata e perdurante occupazione abusiva; possibilità di impiego per lo scavo dei fondali, a costi fortemente minori, delle draghe eco-compatibili di nuova generazione, classe Decomar, alle quali non servono le casse di colmata e che, consumando solo pochi litri di acqua, restituiscono i sedimenti asciutti già in banchina.

La relazione non manca di produrre l’excursus storico del mancato approfondimento dei fondali del porto: “È un’attesa che risale al 2010, quando fu approvato il Piano Regolatore Portuale vigente che ne prevedeva un organico e realistico piano di interventi. Nel 2012, ne fu approvato a livello ministeriale, con tutti i crismi di regolarità, il progetto definitivo delle opere, tutte situate su aree dichiaratamente portuali. Ad un passo dunque dalla sua cantierabilità, tale progetto fu però posto in naftalina. Si ricominciò da capo, come nella storia di Penelope, con un delirante progetto denominato Hub portuale, oggi malfamoso come Progettone, che pretendeva di invadere, coi fanghi estratti dai fondali del porto, quasi due milioni e mezzo di metri quadri di terreni agricoli situati nelle campagne di Porto Fuori, nelle periferie di Punta Marina-Lido Adriano e nelle Bassette, oltre che nella pialassa Baiona. Il tutto senza la prescritta Valutazione d’impatto ambientale (Via) e senza nulla comunicare, preventivamente al progetto preliminare, parimenti in violazione di legge, ai titolari dei terreni così destinati all’esproprio. Dall’ottobre 2014, il progetto definitivo è congelato presso il Ministero, essendo diventato oggetto, per molteplici aspetti, di voluminose indagini penali. Di qui lo stallo totale, da sette anni, di un qualsivoglia benché minimo approfondimento del porto, che ha prodotto gravi danni a ogni sua potenzialità di sviluppo e perfino al mantenimento. Ancora oggi non è dato conoscere in concreto se nel 2017 si potrà estrarre, dal livello storico dei fondali, il primo metro cubo di fanghi”.

La situazione attuale è richiamata da Ancisi con alcuni fatti: “Il 9 maggio 2017 il Comitato di gestione dell’Autorità portuale ha approvato il Piano Operativo Triennale 2017-2019, che però non dà alcuna indicazione in proposito, se non rifacendosi genericamente (benché inagibile) al Progettone, annunciandone l’anticipazione dell’ex fase 2 dei lavori allo scopo di approfondire a -12,50 metri il porto canale: obiettivo peraltro condivisibile, visto che, incoscientemente, si puntava ad arrivare subito a -14,50/15.50 metri. Il piano triennale delle opere pubbliche 2017-2019, approvato dall’Autorità stessa a fine anno 2016 (dunque ereditato dalla precedente gestione commissariale), registra a tal proposito il primo e secondo stralcio di un intervento, denominato appunto ‘Hub portuale di Ravenna, approfondimento canali Candiano e Baiona’, che comprende ovviamente l’adeguamento della banchine operative esistenti e l’utilizzo del materiale estratto, ma anche un ‘terminal in penisola Trattaroli’ (da incubo, se si tratta del mega nuovo terminal container fantasticato nel Progettone). C’è scritto che l’intervento, distribuito con quote di 40,5 milioni sul 2017, 64,94 sul 2018 e 71,62 sul 2019, sarà realizzato completamente entro l’aprile 2021. Quello che però interessa molto al momento è quali lavori dovrebbero partire quest’anno, tenuto conto che nel suddetto piano triennale c’è anche scritto che il suddetto intervento sarebbe stato avviato nell’aprile già trascorso”.

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