"La nomina di Mingozzi al vertice di Tcr puzza di illegittimità"

Non usa mezzi termini Andrea Maestri, deputato di Possibile, per descrivere la nomina dell'ex consigliere del Partito repubblicano italiano, che proprio martedì ha dato le dimissioni dal consiglio

"La nomina di Giannantonio Mingozzi al vertice di Tcr Terminal contanier Ravenna - data sin all'inizio per scontata e confermata come nella migliore tradizione di conservazione e immutabilità del potere locale - puzza di illegittimità". Non usa mezzi termini Andrea Maestri, deputato di Possibile, per descrivere la nomina dell'ex consigliere del Partito repubblicano italiano, che proprio martedì ha dato le dimissioni dal consiglio. "L'articolo 11 del Decreto Legislativo n.175/2016 "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica" stabilisce che i componenti degli organi amministrativi e di controllo debbano possedere, salvi gli ulteriori requisiti previsti negli statuti, i requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia stabiliti con successivo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Tcr è una società a parziale e indiretta partecipazione pubblica, quindi il Testo unico dovrebbe trovare applicazione. Mingozzi è persona certamente onorabile e persino simpatica, ma non ha nessun requisito di professionalità connesso all'oggetto sociale e tantomeno può dirsi che integri il requisito, non meno importante, dell'autonomia, dato il suo lunghissimo corso politico, sempre dalla parte della maggioranza di governo della città.  Ma anche se non ci fosse una norma specifica a stabilirlo, i principi generali che governano l'azione delle Pubbliche Amministrazioni impediscono tale nomina. La politica locale non ci fa una gran bella figura, tanto più a fronte dei proclami di innovazione e di cambiamento del sindaco De Pascale in campagna elettorale: lo stile è più fresco, ma l'andazzo è lo stesso di sempre.  Una volta di più emerge l'intreccio di interessi pubblico-privati sul nostro porto: poteri pubblici, poteri privati e poteri forti in una strettissima corrispondenza d'amorosi sensi. Più ci rifletto, più mi convinco della illegittimità della nomina: oltre alla norma che ho già richiamato, ricordo infatti che l'art. 7 comma 2 del Decreto legislativo 39/2013 prevede l'inconferibilità di incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di un comune con popolazione superiore a 15mila abitanti di cui l'incaricando sia stato consigliere comunale nei due anni precedenti. Mi chiedo se Ravenna abbia ancora gli anticorpi per reagire o se si sia definitivamente assuefatta".

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