La prof si autoassegna il posto all'Isia, la Lega: "Non è un caso isolato"

A dirlo è il segretario nazionale della Lega Nord Romagna Jacopo Morrone, che vuole vederci chiaro dopo la vicenda della cattedra dell’Isia di Faenza salita alla ribalta delle cronache nazionali

“Quello dell’Isia non sarebbe un caso isolato: ci sono giunte alcune segnalazioni che gettano ombre pesanti su altri bandi. Sia fatta chiarezza". A dirlo è il segretario nazionale della Lega Nord Romagna Jacopo Morrone, che vuole vederci chiaro dopo la vicenda della cattedra dell’Isia di Faenza, "vinta" da una docente allo stesso tempo direttrice dell’istituto e presidente della commissione aggiudicatrice. Dichiarazioni condivise da Andrea Liverani, consigliere regionale del Carroccio e Jacopo Berti, consigliere comunale a Faenza che rincarano la dose e intervengono per chiedere “maggiore trasparenza e un’operazione-chiarezza da parte delle istituzioni coinvolte in merito alle procedure di assegnazione degli incarichi messi a bando sul territorio”.

Isia, presidente di commissione si autoassegna il posto: possibile azione disciplinare

Sulla vicenda Liverani ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale chiedendo "se sia a conoscenza della questione, se la Regione abbia a disposizione mezzi per la verifica e il controllo dei bandi per l'insegnamento attivi sul territorio regionale e se sia infine intenzionata a monitorare, controllare e verificare i bandi", mentre Berti ha sollevato il caso con un’interpellanza in Comune. “Le parole del ministro Fedeli, che ha parlato di ‘irregolarità evidente’ e il fatto che la graduatoria sia stata annullata - incalzano i leghisti - chiariscono la portata del caso Isia. Una situazione che è urgente chiarire: per verificare se ce ne sono altre simili e per evitare che si ripetano concorsi in cui giudicato e giudicante sono la stessa persona”. Da qui il pressing del Carroccio: “L’Isia è un fiore all’occhiello di Faenza e della Romagna - sottolineano i tre della Lega - e un’eccellenza del sistema universitario italiano oltre che del design made in Italy. Questa faccenda non è esattamente una bella pubblicità, ma sarebbe ancor più grave se non si trattasse di un caso isolato. Ecco perché serve subito chiarezza”.

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