Lavoratori disabili via dal parcheggio, l'Anmic: "Scelta da ripensare in seguito al Coronavirus"

"Come associazione, votata statutariamente e moralmente alla tutela della disabilità, pensiamo che tale scelta vada opportunamente ripensata. E va ripensata anche in conseguenza della vicenda Covid"

"E' con molto rammarico che apprendiamo l’intenzione dell'amministrazione di escludere dalla gestione del parcheggio Giustiniano la Cooperativa San Vitale che da anni gestisce quella realtà". A parlare è Paola Fantinelli, commissario Anmic (associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Provincia di Ravenna. "La gestione è il frutto di accordi e di collaborazione con i servizi sociali e sanitari del comune, che dà l’opportunità a 10 persone con disabilità di collocarsi. Come associazione, votata statutariamente e moralmente alla tutela della disabilità, pensiamo che tale scelta vada opportunamente ripensata. E va ripensata anche in conseguenza della vicenda Covid. E’ superfluo ribadire quanto sia importante la collocazione mirata delle persone con disabilità e la loro inclusione nella società con l’opportunità di renderle economicamente autonome senza che gravino sulla fiscalità generale. E’ un obbligo morale della nostra società, prima ancora che delle nostre amministrazioni".

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"Ci preme sottolineare che, in tempi nei quali sempre di più verranno a mancare posti di lavoro, la collocazione di persone con disabilità è già di per sé difficile - continua Fantinelli - Individuare postazioni di lavoro che abbiano le caratteristiche di una collocazione come il parcheggio è arduo. Facciamo quindi appello all’amministrazione affinché riesamini la decisione invitandola a programmare prima la ricollocazione delle persone disabili e poi le finalità economiche che la concessione del parcheggio persegue a vantaggio del Comune. Siamo convinti che l’argomento farà discutere, ma siamo fiduciosi che questa amministrazione farà prevalere anche in questo caso il benessere e l’inclusione sociale dei suoi cittadini più fragili. Le famiglie sono molto preoccupate e non solo perché una decisione del genere incide sul difficile equilibrio raggiunto dal disabile, ma ancor più perché l’equilibrio del disabile mantiene in equilibrio il suo nucleo famigliare, il quale si mantiene grazie alla dignità del lavoro riconosciuta ai loro cari. Vorremmo essere a disposizione dell'amministrazione per confrontarci".

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