Lavori per ripristinare la pineta di Milano Marittima dopo la tromba d'aria estiva

Il sindaco Medri: "Stiamo attendendo di ottenere per la seconda volta lo stato di emergenza, bocciato in prima battuta dal governo giallo-verde quando al ministero dell’interno c’era Matteo Salvini"

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini qualche giorno fa, durante la presentazione degli investimenti in riviera, era stato molto chiaro: "Se non verrà riconosciuto lo stato d'emergenza per Milano Marittima credo che il Governo dovrà vergognarsi - aveva commentato - Ho fiducia che venga riconosciuto al di là del colore politico del governo di turno, mi aspetto che ci venga dato ciò che chiediamo, non un euro in più; se ci sarà bisogno la Regione farà ulteriori interventi, ma è giusto che ognuno faccia la sua parte".

Ora il sindaco di Cervia Massimo Medri torna a lanciare un nuovo appello al Governo: "Il ripristino totale della pineta di Milano Marittima richiede tempo per le procedure e per il naturale ciclo delle piantumazioni. In primo luogo l’Amministrazione Pubblica deve garantire alla sua cittadinanza procedure a norma di legge e trasparenti. D’altra parte stiamo attendendo di ottenere per la seconda volta lo stato di emergenza, bocciato in prima battuta dal governo giallo-verde quando al ministero dell’interno c’era Matteo Salvini. Ora, grazie all’intervento della Regionee del Presidente Bonaccini, stiamo cercando di rimediare alla mancata assegnazione, passando attraverso la Conferenza Stato Regione. Le piantumazioni dovranno essere effettuate dopo lo studio attento dell'area, in modo da salvaguardare la vita degli alberi esistenti e di quelli che verranno poi ripiantumati, e non siano i nuovi alberi a compromettere la vita degli esistenti, sopravvissuti al maltempo di questa estate".

I lavori di rimozione tronchi sono stati eseguiti nel periodo tra il 10 luglio-10 agosto nei viali, a seguire sono stati riaperti i sentieri principali e secondari nelle due zone colpite della Pineta. Nello stesso periodo sono state eliminate circa 400 piante, incluse le ceppaie, presso il Parco Naturale.In entrambi i siti si è provveduto a mettere in sicurezza le piante ancora in piedi e gli arredi, oltre allo smontaggio degli elementi danneggiati e rimontaggio recinzioni al Parco Naturale. A metà agosto 2019 è stato dato l'incarico all'esperto forestale dottor Rigoni per assistenza e formazione gara per rimozione alberi abbattuti. Per il tipo di gara è stata preferita la procedura di manifestazione di interesse a cui segue una procedura negoziata (con invio di lettera d'invito alle ditte che hanno fatto domanda nella manifestazione d'interesse e sono in possesso dei requisiti richiesti), per gli aspetti particolari che gli interventi di messa in sicurezza della pineta richiedevano. A fine settembre-metà ottobre è stato pubblicato l' avviso pubblico per manifestazione interesse, e sono state selezionate 9 ditte a cui si invierà lettera d'invito. Conclusa questa fase, a metà ottobre-primi novembre si sono predisposti i documentazi di gara e invio lettera di invito.

"La procedura è conforme ai tempi dettati dalla normativa, ma una interpretazione sulle norme finanziarie di bilancio ha richiesto una variazione di bilancio che ha rallentato un po' il percorso - spiega Medri - La scadenza prevista per la presentazione delle offerte è il 22 novembre. Tra fine novembre e il 10 dicembre ci sarà la valutazione delle proposte progettuali pervenute con criterio offerta economicamente più vantaggiosa e aggiudicazione. Entro fine anno la ditta aggiudicataria deve presentare, nei successivi 20 giorni, un progetto finale da inviare a Ente Parco Delta (rilascio Nulla Osta) e Regione Emilia Romagna (approvazione variante al Piano di Gestione ai sensi del comma 8 dell'art. 10 del nuovo regolamento forestale n. 3/2018), come espressamente chiesto dagli uffici regionali in una specifica nota pervenuta nel settembre scorso. Dopo l'ottenimento delle autorizzazioni citate, si procede all’approvazione progetto da parte del Comune di Cervia e al conseguente successivo immediato inizio lavori. Dopo la rimozione dovremmo affrontare la ripiantagione. Attualmente è ancora presente in molte zone, ma non in tutte, un sottobosco arbustivo molto ricco e diversificato, e anche la rinnovazione arborea composta da latifoglie (lecci e querce), che rappresentava il piano dominato dai pini domestici, è molto ben rappresentato. Siamo consapevoli che le lavorazioni di asportazione del legname, anche se accurate, comporteranno inevitabili danni al sottobosco e alla rinnovazione arborea. Dovrà quindi essere fatta una valutazione zona per zona solo al termine degli interventi per capire la strategia di ripiantagione. Non sussiste alcun motivo tecnico e normativo per considerare che sussistano conseguenze in caso di mancata ripiantumazione, mentre esiste la concreta necessità di esaminare con attenzione la situazione effettiva al termine dei lavori di rimozione, anche sulla base di eventuali nuovi rilievi, per definire la strategia più efficace del recupero ambientale più idoneo. Nell’ambito del concorso di progettazione per la realizzazione del nuovo Parco Pubblico, relativamente all’area pinetale colpita, la proposta suggerita nella formulazione del bando prevede che i progetti in gara, che dovranno vedere la compartecipazione progettuale di un dottore agronomo o forestale, potranno contemplare dalle proposte di rigenerazione forestale, salvaguardia e di miglioramento".

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