Le ceramiche del faentino Guerrino Tramonti esposte alla Casina delle Civette di Roma

In mostra oltre 50 opere tra ceramiche, dipinti e arazzi in dialogo con le decorazioni delle stanze del Museo, gli arredi e le vivaci cromie delle vetrate

La Città Eterna rende omaggio al maestro della ceramica Guerrino Tramonti (Faenza 1915-1992), con un’importante mostra allestita nella Casina delle Civette di Villa Torlonia. Un luogo che rappresenta l’eccellenza dello stile Liberty, dove le opere in ceramica, i dipinti e gli arazzi dell’artista – circa 50 quelle esposte – dialogano con le decorazioni delle sale del Museo, in particolare con gli arredi, come pavimenti e maioliche di rivestimento, insieme alle vivaci cromie delle vetrate.

L’esposizione si avvale del Patrocinio dell’Associazione Italiana Città della ceramica (AiCC), del Comune di Faenza e del Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) ed è organizzata dalla Fondazione Guerrino Tramonti, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Apriti Sesamo e la Galleria Sinopia di Roma.

La mostra Alchimie di terra e di luce. I mille volti della ceramica di Guerrino Tramonti, allestita dall’11 giugno al 27 settembre 2020 nelle prestigiose sale espositive della Casina e della Dipendenza, costituisce un grande e ulteriore riconoscimento per Tramonti, ceramista, scultore e pittore fra i più affermati del XX secolo in Italia. Delle 50 opere, alcune sono state selezionate per la Casina delle Civette, come le ceramiche e le porcellane monocrome di grandi dimensioni, dove la sintesi della forma e la varietà delle superfici sono gli elementi scelti per dialogare con le vetrate.

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La selezione fatta invece per la Dipendenza concerne la produzione “policroma”, come piatti, arazzi e dipinti, questi ultimi scelti per dare un’indicazione di confronto con il segno pittorico, interesse prevalente dell’artista negli anni dopo il 1970.

Nel testo per il catalogo di mostra, Massimo Isola (Vicesindaco di Faenza e Presidente AiCC) scrive: “Oggi Tramonti parla al mondo della cultura a tutto tondo, sia da un punto di vista geografico sia contenutistico. La ceramica è viaggio per definizione. Radici e mondo. E anche la ceramica, le sculture e le tele del maestro sono ancora oggi in viaggio verso nuovi approdi mai definitivi e consolatori. Oggi celebriamo questa preziosa tappa romana, domani ci si dirigerà verso altri lidi.

Dall’Europa all’estremo Oriente passando per le Americhe, Tramonti continua a parlare con ogni linguaggio a ogni comunità del pianeta. Lo fa a modo suo. Con orgoglio e senza mediazioni, perdendo qualche strada e intrecciandone delle nuove. Tramonti ci lascia materia viva. Una sorta di collezione di una vita di lavoro sulla quale abbiamo ancora tanti elementi da interpretare. Ma noi città della ceramica, noi città creative con le mani in pasta, amiamo questa idea di viaggio e cerchiamo di alimentarla giorno dopo giorno. Guerrino Tramonti ci interessa, ha parlato di noi, e parla di noi. Siamo convinti che continuerà a farlo. Le sue terre cotte non si fermano, come le nostre identità. Insieme, sempre in movimento. A colori!”.

Sono trascorsi 10 anni da quando Roma dedicò a Tramonti una bellissima mostra presso il Museo di Palazzo Venezia: le opere esposte attirarono l’attenzione di esperti giapponesi, che avviarono un articolato progetto espositivo itinerante che ha toccato, tra il 2011 e il 2012, le città di Tokyo, Hagi, Nishinomiya e Seto, e si è concluso nel 2013 al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, che custodisce in maniera permanente un importante corpus di sue opere.

La scelta della Casina delle Civette, splendido esempio di stile Liberty nonché Museo della vetrata artistica e sede della Biblioteca delle Arti Applicate, non è stata certo casuale.
Infatti, lo sposalizio vetrata-ceramica diventa parte integrante dell’apparato decorativo della Casina e le opere di Tramonti dialogano perfettamente con le sue vetrate.

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Lo studio dell’allestimento trae ispirazione dalla principale componente chimica della materia ceramica, ovvero l’argilla. Questa polvere, dalle cromie naturali e terrose, accompagna il percorso esaltando i colori delle opere stesse e richiamando quelli delle vetrate: una sintonia cromatica che unisce Tramonti alla Casina, come se le sue opere “emergessero” dalla terra.

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