"Lido di Dante ha un solo presidente": bufera nel comitato cittadino

"Abbiamo letto con sorpresa e indignazione sulla stampa, a opera del membro di minoranza Carlo Gambi, la notizia della sua elezione a nuovo presidente a seguito di sfiducia di quello in carica"

"Abbiamo letto con sorpresa e indignazione sulla stampa, a opera del membro di minoranza Carlo Gambi, la notizia della sua elezione a nuovo presidente a seguito di sfiducia di quello in carica". A parlare sono i membri del Comitato cittadino di Lido di Dante che, insieme al presidente Pasquale Minichini, costituiscono la maggioranza di 9 membri sui 16 che lo compongono. "La notizia, essendo destituita di fondamento, oltreché di logica, offende la comunità di Lido di Dante, rappresentandone un’immagine distorta: tanto più essendo stata accompagnata, in violazione dell’articolo 2 dello Statuto, dalle valutazioni favorevoli ad una parte politica espresse dallo stesso autoproclamatosi neo presidente. La vicenda ha superato ogni limite di responsabile tolleranza, ragion per cui, a tutela del buon nome di Lido di Dante, tutta la relativa documentazione - comunque a disposizione di chiunque volesse esaminarla - è stata consegnata a un legale perché adotti al riguardo ogni azione atta a ristabilire la legalità dei comportamenti".

"A norma elementare di Statuto, in osservanza del Codice civile, le sedute del comitato si possono tenere solo se convocate dal presidente e con la presenza della maggioranza dei suoi membri, pari a 9 - proseguono dal comitato - Ugualmente, i verbali di tali sedute non sono tali se non approvati dal comitato regolarmente convocato, presente la maggioranza dei suoi membri; nessuna deliberazione sugli organi del comitato può essere assunta se non posta, anche su richiesta di almeno 4 consiglieri, all’ordine del giorno. Basti dunque considerare che la minoranza del comitato, autoconvocando il comitato il 16 ottobre scorso, presente solo se stessa nel numero di 7 consiglieri non avrebbe potuto deliberare alcunché, tanto meno l’elezione di un presidente. La stessa “sfiducia” del presidente Minichini, oltreché non prevista dallo Statuto, non può essere avvenuta il 23 agosto scorso, come supposto, per le semplici ragioni che non era neppure all’ordine del giorno, nessuno avendola nemmeno proposta, e che non esiste nel mondo civile un’aggregazione istituzionale o sociale in cui una minoranza di 6 membri su 16 possa “sfiduciare”, per nessuna ragione, un presidente eletto. Esiste un solo Comitato civico di Lido di Dante, presieduto da Minichini, riconosciuto dal Comune di Ravenna ai sensi dell’art. 43 del regolamento dei Consigli territoriali, nel caso quello del Mare.
La maggioranza, che lo fa funzionare regolarmente, essendosi totalmente fatta carico di ogni attività o manifestazione svoltesi nel paese, comprende solo persone che lavorano per la comunità senza alcuna finalità politica, tra cui, oltre al presidente, i due vice, il segretario e il cassiere economo: cioè tutte le cariche. Stiamo cercando di indire le elezioni, al fine che il Comitato cittadino torni tutto nelle mani democratiche degli elettori e del paese".

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