I salinari di Cervia a Forlì in onore della Madonna del Fuoco

“La “missione” a Forlì – dichiara il sindaco Roberto Zoffoli – è una delle occasioni di valorizzazione della nostra identità salinara e della nostra tradizione"

Martedì i salinari cervesi perpetueranno il rito del pellegrinaggio a Forlì in onore della Madonna del Fuoco. La delegazione sarà composta dal sindaco Roberto Zoffoli, dal Parroco di Santa Maria Assunta Pierre Laurent Cabantous   e dai  salinari del Gruppo Culturale Civiltà Salinara.  A confermare l’ufficialità e la solennità della  partecipazione anche il Gonfalone comunale  accompagnato da due agenti di polizia municipale.

Durante la messa nel duomo di Forlì al momento dell’offertorio i salinari offriranno un dono come già in passato avveniva. Oggi sarà il sale raccolto nella salina Camillone,   in segno di devozione e di buon auspicio. Questa tradizione ha un sapore antico,  affonda le radici in un  passato lontano e mostra i segni  di una grande devozione. Si tratta di un retaggio della permanenza a Cervia del vescovo forlivese Francesco Maria Merlini che resse la diocesi di Cervia dal 1635 al 1644. La prima volta che compare nelle cronache forlivesi la partecipazione dei salinari ai festeggiamenti della Madonna del Fuoco è il 1653.

La Confraternita della Beata Vergine del Fuoco, composta dai salinari cervesi,  portava  in processione  a Forlì in onore della Madonna del Fuoco protettrice dei salinari,  già dal XVII sec.,  il crocifisso ligneo   oggi custodito nella Chiesa del Suffragio. Un altare dedicato  alla B.V. del Fuoco si trovava nella chiesa di San Giorgio in  Cervia vecchia. Venne in seguito trasferito in Cervia nuova e si ha notizia che l’ultimo vescovo di Cervia, Monsignor Foschi, vi abbia lasciato in dono la sua preziosa croce pettorale.

I cervesi portavano a Forlì doni destinati all’altare,  fra cui calici d’argento e arredi sacri. Il priore della confraternita cervese faceva comporre e stampare su fazzoletti di seta e su carta canti e poemi  in cui si esaltavano i meriti della B. Vergine del Fuoco. Alcuni sono ancora oggi conservati presso la  biblioteca Piancastelli di Forlì. La Confraternita dei salinari cervesi scomparve verso il 1860 dopo la costituzione del Regno, ma la tradizione del culto e del pellegrinaggio è stata ripresa e a tutt’oggi è ritenuto un appuntamento molto importante.

La  delegazione cervese non  si muove  più a piedi e non  porta più il crocifisso  del Suffragio in pellegrinaggio, ma  porta con sé   il quadro che rappresenta la Madonna del Fuoco realizzato da Pietro Fiumi e donato ai salinari alla fine degli anni ’90. “La “missione” a Forlì – dichiara il sindaco Roberto Zoffoli – è una delle occasioni di valorizzazione della nostra identità salinara e della nostra tradizione. Nei dieci anni in cui sono stato sindaco, insieme al Gruppo Civiltà Salinara abbiamo fatto un lavoro straordinario in questo senso, sia attraverso il recupero e la valorizzazione dei luoghi, come Musa e la Camillone, sia attraverso iniziative che hanno portato Cervia ad affermarsi come la città del sale. L’auspicio è che questa cultura possa continuare a crescere, sia come elemento di orgoglio cittadino sia come elemento di attrazione turistica”.

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