Massaggi orientali e sesso, cinese in trasferta a Bolzano arrestata a Russi

Era la responsabile di un centro massaggi, a Pineta di Laives (in provincia di Bolzano), che offriva servizi hard. Una cinese di 41 anni, residente a Russi, è stata arrestata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bolzano

Era la responsabile di un centro massaggi, a Pineta di Laives (in provincia di Bolzano), che offriva servizi hard. Una cinese di 41 anni, residente a Russi, è stata arrestata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bolzano insieme ad altre cinque persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all’induzione e allo sfruttamento a livello “industriale” del mercato del sesso. Sono stati sequestrati gli immobili sequestrati e decine le perquisizioni ancora in corso su tutto il territorio nazionale.

L'organizzazione reclutava ragazze solo di etnia cinese e reclutate attraverso inserzioni su riviste cinesi, allettate da promesse di attività lavorative lecite con la prospettiva di uno stipendio garantito fino a 3500 eyro al mese e poi costrette – pena l’allontanamento immediato - a prostituirsi all’interno dei centri massaggio (o con servizio a domicilio a costi raddoppiati) a Bolzano (2), Pineta di Laives e Trento.

L’attività investigativa condotta dai Carabinieri della Compagnia di Egna ha permesso di delineare i vari ruoli – capi e gregari - degli arrestati all’interno dell’organizzazione definendo i compiti e mansioni per ciascuno di essi, dal reclutamento, alla pubblicizzazione, alla scelta degli immobili con contratti d’affitto ad hoc e attivazione utenze, fino al sostegno logistico e la fidelizzazione del cliente. Imponente il flusso di denaro documentato: ogni prostituta arrivava a soddisfare una media di circa 25 clienti al giorno e ciascun centro era in grado di gestire anche 1300 chiamate giornaliere.

Gli annunci che comparivano sui quotidiani locali di più ampia diffusione sono tutti dal seguente tenore: “Massaggi orientali, per il tuo benessere psico-fisico, aperto tutti i giorni. Tel.: …….…” oppure  “Nuovo centro massaggi a Bolzano con vasca idromassaggio, vieni a provare. Tel.: ……..….” seguiti da un numero telefonico variabile, rintracciabile anche in internet, con i motori di ricerca, all’interno di siti per incontri a carattere sessuale, abbinati a foto raffiguranti ragazze orientali, giovani, in pose ammiccanti e poco vestite.

Al vertice dell’organizzazione, vi era una cinese di 51 anni, residente a Delebio (SO), ma domiciliata a Trento, responsabile di avere costituito, organizzato e diretto l’associazione a delinquere occupandosi direttamente del reclutamento delle donne, mediante inserzioni pubblicate su giornali in lingua cinese, e di aver contrattato con le interessate i termini economici e logistici con promesse di guadagni anche di 3500 euro al mese.

Una volta irretite le ragazze, la 51enne  imponeva unilateralmente i prezzi delle prestazioni ma soprattutto gestiva i pagamenti alle dipendenti in base alla loro attività ed al loro rango all’interno dell’organizzazione. Al suo fianco ma legati da un vincolo di subordinazione altri cinque componenti, tra cui la 41enne residente a Russi.

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