I mediatori culturali alle scuole: "Agli alunni non solo nozioni, affrontate tematiche attuali"

Ravenna in Comune sostiene l'appello dei mediatori culturali: "Il loro lavoro di integrazione non è semplice volontariato, è una professione essenziale, va considerata come quella di insegnanti ed educatori"

Una lettera aperta dai mediatori interculturali della cooperativa sociale Terra mia apre il campo a un'importante riflessione sul mondo scolastico e sul sistema di integrazione. Le parole di questi lavoratori, spesso dimenticati e sottovalutati, mettono in rilievo il loro contributo a favore di studenti spesso svantaggiati all'interno del nostro sistema scolastico. Allo stesso tempo i mediatori pongono una riflessione sulla drammatica attualità di questi giorni e sulla situazione di isolamento che si abbatte ferocemente su certi alunni e le proprie famiglie. Di qui l'invito alle scuole a non dare solo compiti e nozioni ai ragazzi durante le lezioni online, ma ad affrontare sempre più anche tematiche attuali.

A raccogliere l'invito dei mediatori culturali è anche Massimo Manzoli di Ravenna in Comune che sottolinea il ruolo fondamentale dei mediatori culturali nella nostra società, anche nei giorni del Coronavirus. "Viviamo un momento di emergenza sanitaria, che sta diventando emergenza economica e rischia di diventare forte crisi sociale - afferma il capogruppo di Ravenna in Comune -. In questi momenti é necessario ritrovare il senso di comunità, del vivere insieme nel rispetto delle differenze di ciascuno. Le mediatrici e i mediatori culturali che lavorano con il comune di Ravenna, nelle strutture e nelle scuole del nostro territorio, sono un esempio pragmatico e concreto di chi, da sempre, svolge un lavoro essenziale, spesso nell'ombra.

"Il lavoro di mediazione culturale, di integrazione, non è semplice volontariato (come tante volte molti lo considerano) è una professione essenziale per garantire a ogni individuo, soprattutto i più piccoli, - continua Manzoli - che vive nel nostro territorio i diritti minimi costituzionali. Ma è anche un lavoro essenziale per fare in modo che tutte le ragazze e tutti i ragazzi possano essere informati dei doveri di un cittadino, per permettere loro di partecipare alla vita sociale e pubblica di una comunità, per farli sentire parte e non esclusi (ancora peggio si potrebbe dire "rinchiusi" in questo periodo).  La professionalità che mettono ogni giorno per cercare di integrare bimbe e bimbi, per spiegare alle famiglie le procedure e i passi corretti da compiere, per affrontare assieme alle famiglie tutte le problematiche che possono occorrere in casi di disabilità e fragilità, è una professionalità da mettere in risalto". 

"In questo momento così difficile si sono rimboccati le maniche anche loro, come tutte e tutti, per garantire il miglior servizio possibile alla comunità. A dimostrazione che il loro ruolo educativo e pedagogico è, deve essere, dovrà essere, sempre considerato come quello di insegnanti ed educatori. Un ruolo che dovrà essere sempre di più riconosciuto e inserito nei percorsi di programmazione degli istituti e di tutti gli enti competenti - conclude Manzoli di Ravenna in Comune - Divulgare queste loro riflessioni non é solo un ringraziamento per ciò che stanno facendo per la nostra comunità, ma anche un modo per aprire una riflessione assieme ai tanti attori in gioco del mondo educativo, che vorranno dare il loro contributo su un tema così importante per l'oggi ma anche per il domani della nostra città".

Di seguito mettiamo in evidenza alcuni passi particolarmente significativi della lettera scritta dai mediatori interculturali della cooperativa sociale Terra mia.

"Le Mediatrici e i Mediatori Interculturali di Terra Mia Coop. Sociale da sempre fanno della relazione e delle dinamiche che la compongono, lo strumento principale alla base di qualsiasi progettazione, processo e/o intervento; ma in questo clima, con queste premesse, ci siamo dovuti fermare e riflettere sulle possibilità per la nostra macchina a continuare a percorrere i sentieri aperti tra le persone, negli spazi cittadini e nei luoghi della conoscenza, come proseguire il lavoro iniziato da tanti anni ormai, senza la vicinanza fisica?", questo è ciò che comunicano ii mediatori interculturali di Terra mia con una lettera aperta".

Per continuare a fornire i propri servizi di mediazione interculturale, in grado di incidere sul rendimento scolastico di alcuni alunni, "abbiamo ridimensionato i nostri interventi affidandoci alle piattaforme on-line, ai telefoni, alle video chiamate. Rispondendo il più celermente possibile alle richieste che ci sono pervenute da insegnanti e istituti Scolastici".

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Dai mediatori culturali arriva infine una precisa richiesta al sistema scolastico: "Facciamo un appello al “mondo scuola” di sfruttare questo periodo di isolamento per riflettere assieme ai propri alunni sulle tematiche attuali: amore, giustizia, libertà, diritti, tanto per citare alcune; i nostri alunni sono parte della società e alcuni di loro stanno già vivendo situazioni di separazione e di dolore, li aiuteremo di più a prepararsi per la vita che dar loro compiti e nozioni che faranno fatica ad apprendere, visto il momento storico che stiamo e stanno vivendo".

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