Morte a Marina, la sorella della vittima: "Ancisi senza scrupoli"

La sorella della ragazza, con una lettera inviata a "Ravenna&Dintorni", prende pubblicamente le distanze dal capogruppo di "Lista per Ravenna", che in una conferenza stampa aveva presentato un video sulla tragica serata

Un happy hour a Marina di Ravenna

Il video sulla tragica morte della ragazza 28enne ad una festa in spiaggia a Marina di Ravenna, diventa un boomerang per Alvaro Ancisi, il capogruppo di Lista per Ravenna che l’aveva presentato in una conferenza stampa. La sorella della ragazza, con una lettera inviata a “Ravenna&Dintorni”, prende pubblicamente le distanze dal promotore della conferenza, in cui era anche stato mostrato un video ripreso da un telefonino proprio in quella serata.

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“Vorrei che lei capisse anche solo in parte il senso di incredulità e - ancora più di due mesi fa - di violazione che ci ha pervasi – scrive la sorella -. Come lei sa bene, la diffusione di questo video è stata pressochè totale, avendo raggiunto i Tg nazionali nonchè i locali, oltre ad essere facilmente rintracciabile su diversi siti internet. La sensazione che ho oggi è che questa diffusione sia completamente fuori controllo e la cosa mi spaventa. Cambiando canale so che potrei trovarmi di fronte a quel video e la cosa non mi rende tranquilla”.

 

Dalla lettera si evince che i genitori della ragazza morta a Marina, non erano stati contattati dal politico ravennate. “Perchè non ha pensato di contattare preventivamente la famiglia della protagonista del suo video? – domanda la ragazza nella lettera indirizzata direttamente ad Ancisi -. Credo che la vera mancanza di dignità in tutto ciò sia proprio legata allo spudorato e volgare utilizzo a fini politici che lei ha fatto dell'evento doloroso. Quale migliore mezzo di comunicazione per acquisire visibilità esiste del documentario della morte di una persona? Anche se le immagini col di lei corpo sono state accuratamente e "rispettosamente" rimosse, quel video rimane comunque il documentario della sua morte”.

 

Comprensibile il dolore della ragazza, perché “anche se non vedo fisicamente mia sorella so che lei era lì. E mi fa male pensare che la cosa sia stata sbandierata soltanto ai fini di una pura strumentalizzazione politica. Dal mio punto di vista si tratta di ovvi concetti etici, di semplice rispetto del dolore di una famiglia”.

 

Secondo la sorella della vittima, l’intento di questa operazione mediatica era quello di “sostenere la sua battaglia nei confronti dei locali balneari di Marina di Ravenna”. Per la ragazza Ancisi “è stato senza scrupoli" perchè "non si è lasciato sfuggire questa" occasione "di gran lunga la più efficace a sua disposizione. In altri modi non sarebbe stato in grado di fare il giro di tutti i telegiornali in due giorni”.

 

“Ci tengo a precisare che il mio obiettivo qui non è di contestare il suo programma politico – chiarisce la sorella della vittima -, infatti uno dei miei timori mentre scrivo è che questo mio messaggio possa essere utilizzato come strumento nelle mani della lista opposta. Vorrei solo appellarmi alla sua coscienza e chiederle di non utilizzare mai più questo video”. 

 

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La giovane chiede ad Ancisi che il video “venga consegnato alla famiglia ed eliminato in tutte le copie esistenti”, questo perché la famiglia è “seriamente preoccupata dell'uso che potrebbe essere fatto magari in tempi futuri del video originale (quando per molte persone, non per noi, avrà perso di significato non è escluso che possa essere pubblicato in maniera integrale da qualche parte)”. Come darle torto?

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