Assassinato cooperante ravennate in Bangladesh, l'Isis rivendica: "Ucciso crociato"

Secondo le verifiche dei Carabinieri di Ravenna, Tavella, veterinario, aveva abitato a Bagnacavallo, dove risiedono ancora i suoi familiari. Un'esecuzione a sangue freddo

Ucciso a Dacca, capitale del Bangladesh, nel quartiere diplomatico, da diversi colpi d'arma da fuoco col silenziatore mentre stava facendo jogging. E' morto così Cesare Tavella, cooperante milanese di 51 anni, ma residente a Casola Valsenio con la moglie e la figlia. Secondo le verifiche dei Carabinieri di Ravenna, Tavella, veterinario, aveva abitato a Bagnacavallo, dove risiedono ancora i suoi familiari. Per il Bangladesh era partito dopo Ferragosto. Dal 93 lavorava nella cooperazione internazionale seguendo progetti di sicurezza alimentare e sviluppo di aree rurali per diverse organizzazioni, soprattutto in Asia. Ora era project manager di un team che contava altre cinque persone oltre a lui.

L'OMICIDIO - Un'esecuzione a sangue freddo, che è stata rivendicata dall'Isis. La Polizia locale parla di "attacco premeditato". Tavella si trovava in tenuta da jogging quando è stato raggiunto per strada dal commando armato verso le 19. Alcuni testimoni hanno riferito di aver duto almeno tre spari, che hanno colpito l'uomo all'addome, alla mano destra e al gomito sinistro. Alcuni passanti hanno quindi caricato il corpo, portandolo agli "United Hospitals". Sull'uccisione l'intelligence italiana sta raccogliendo tutti gli elementi utili.

RIVENDICAZIONE - "In un'operazione speciale dei soldati del Califfato in Bangladesh, una pattuglia di sicurezza ha preso di mira lo spregevole crociato Cesare Tavella dopo averlo seguito in una strada di Dacca, dove gli e' stato sparato a morte con armi silenziate, sia lode a Dio - è la presunta rivendicazione dell'Isis -. Ai membri della coalizione crociata diciamo: Non sarete sicuri nelle terre dei musulmani. E' solo la prima goccia di pioggia". "Stiamo lavorando per verificare la rivendicazione di Daesh", ha riferito il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni

CHI ERA TAVELLA - Tavella, come si legge sul sito Couchsurfing di scambio ospitalita', si descriveva come una persona curiosa di scoprire "questo grande mondo", fortunata per avere un lavoro che lo fa viaggiare e che gli permette di incontrare persone fantastiche. "Il mio tempo qui e' troppo breve per non provare e godere quanto possibile in modo sano e positivo", aggiungeva spiegando la sua filosofia di vita. "Vorrei sapere io stesso, la mia missione nella vita. Non e' cosi' facile", diceva. Tra le sue passioni oltre al viaggio "leggere, nuotare, trekking, yoga, buon vino e cibo, musica, notti fuori, parlare e scoprire idee persone".

Descriveva se stesso anche come uno "di mentalita' aperta per lo piu' sorridente" con momenti in cui si ritrae nel suo "bozzolo". Nel descrivere "una cosa incredibile che ho fatto", Tavella nel sito aveva scritto: "Avere un bambino". Il suo mestiere di cooperante lo aveva portato in molti paesi che lui stesso aveva elencato sul sito: "Ho vissuto in Albania, Armenia, Bangladesh, Cambogia, Camerun, Francia, Indonesia, Italia, Kenya, Mongolia, Corea del Nord, Romania, Federazione Russa, Somalia, Sri Lanka, Sudan, Yemen".

CORDOGLIO - "Quello che è successo mi ha scosso molto - ha affermato il sindaco di Casola Valsenio, Nicola Iseppi -. Il mio messaggio di cordoglio va ai familiari. Personalmente non lo conoscevo e non era frequentemente a casa essendo spesso fuori in missione. Credo che l'ultima volta che si era fermato a Casola Valsenio fosse stato a Ferragosto. E' scioccante quello che e' successo".

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