Gara di solidarietà per il giovane morto in un incidente, la commovente lettera: "Meritava di più"

Non si placa il dolore e la rabbia per la morte del giovane albanese Ledio Cerriku, il ragazzo morto nel drammatico incidente di lunedì mattina a Valverde di Cesenatico

Non si placa il dolore e la rabbia per la morte del giovane albanese Ledio Cerriku, il ragazzo morto nel drammatico incidente di lunedì mattina a Valverde di Cesenatico. La salma, partita con un traghetto da Bari, ha raggiunto l'Albania dove saranno celebrati i funerali. Un ragazzo irreprensibile, colpito dalla disgrazia mentre andava al lavoro - faceva l'aiuto cuoco nell'Ostaria del Mare a Cervia, ma aiutava anche la casa di accoglienza "Terraferma", dove lui stesso era stato ospite da bambino. Commovente la gara di solidarietà scattata tra connazionali con parenti, amici e semplici conoscenti che hanno lanciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia in questo tragico momento (telefono 3515544924 oppure l’Iban per bonifico: IT 95S0538723906000003111574).

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La casa di Cesenatico del ragazzo mercoledì sera è stata sede di pellegrinaggio per tanti albanesi in Italia, anche persone che non lo conoscevano personalmente, come racconta in una toccante lettera il comandante della Polizia locale di Cesenatico Edoardo Turci: "Come da tradizione, gli ospiti sono stati accolti dai parenti con una sigaretta e un bicchiere, sotto il quale hanno lasciato la loro offerta. Una straordinaria e commovente gara di solidarietà perché il dramma che la famiglia di Ledio sta vivendo – la morte del loro parente, per di più nel fiore degli anni, mentre si recava sul posto di lavoro – è senza fine".

"Per gli agenti che hanno rilevato l’incidente - scrive il comandante - è stato molto difficile non partecipare emotivamente alla tragedia. Nonostante le necessarie fredde incombenze di rito, la vista del lenzuolo bianco che copriva il cadavere non poteva che scuotere gli agenti e risvegliare una profonda pietà e sordo dolore. Poi il saluto alla salma, tenutosi all’obitorio del Bufalini di Cesena nelle forme tradizionali albanesi, che prevede il pianto rituale di una 'lamentatrice' detta 'Ilahinka'. Un antico rito per esprimere il dolore dei parenti e della comunità, già praticato al tempo degli eroi greci, e che si è mantenuto fino a tempi recenti; canti, antichissimi, hanno una precisa forma sia testuale che melodica. Nel testo non si parla di una strada dritta e piena di sole come quella che percorreva il giovane, lo scorso lunedì, dove purtroppo ha passeggiato anche la morte; tuttavia, speriamo che Ledio abbia trovato ora un’altra strada, dove la morte non può passeggiare. Meritava una chance in più, per la sua vita e per il suo futuro che stava costruendo, ma non gli è stata consentita".

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