Nel rogo che ha distrutto la bellissima pineta Ramazzotti di Lido di Dante, i naturisti, storici frequentatori della spiaggia adiacente della Bassona, si sentono parti lese ed anzi, se verranno individuati i colpevoli dell'incendio alla pineta di Classe (Ravenna) si costituiranno parte civile, con la loro associazione, l'Aner, l'associazione naturisti dell'Emilia-Romagna. Lo spiega il presidente Jean Pascal Marcacci raggiunto lunedì al telefono, mentre sta sulla spiaggia della Bassona, “come sempre nudo” e ha appena fotografato la devastazione dell'incendio.
NUDISTI PARTI LESE. “Bisogna anzitutto mettere bene in chiaro che noi naturisti siamo parti lese in questa vicenda”, dice Marcacci, come ad allontanare preventivamente il pensiero, che rimbalza nei forum di discussione e nelle chiacchiere al bar, che possa essere l'accesa contrapposizione tra nudisti e Comune il “terreno di coltura” del folle gesto del piromane, o dei piromani. “Da parte nostra – continua Marcacci – ancora prima dell'incendio abbiamo avuto vittorie in tribunale, con un giudice che ha riconosciuto quello che era ovvio tranne che alla Forestale, che da marzo a giugno ci ha perseguitato con le multe in spiaggia”. Insomma, non ci sarebbe stato alcun motivo, anche a cercarlo, per appiccare le fiamme.
INTIMIDAZIONE? “Inoltre non vogliamo neanche pensare che chi ha bruciato lo abbia fatto per allontanarci, anche perché noi stiamo in spiaggia, non stiamo in pineta e continuiamo a frequentare la spiaggia, dove sono ora. Il fuoco per allontanare le persone era un metodo utilizzato in epoche primitive e non voglio credere che lo si utilizzi ancora. Comunque non ci faremo intimidire”. Invece, i nudisti di Lido di Dante rivendicano di essere per ora i primi ad essersi mobilitati per la riforestazione. “Qui in spiaggia abbiamo messo un banchetto in cui si raccolgono firme e si possono dare contributi per la ricostituzione della pineta”.
CHI E' STATO? Chi può essere stato? E' Marcacci stesso a porsi la domanda: “Se il fuoco è nato dalle tensioni, allora dobbiamo ricordare che le tensioni maggiori sono con i capannisti (i proprietari di capanni alla foce del fiume Bevano, ndr): loro sono stati espropriati e i capanni abbattuti. Potrebbero essersi vendicati”.
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AVVERTIMENTO AL SINDACO. Ed infine Marcacci lancia un avvertimento al sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci: “Che non colga la palla al balzo, come mi pare di avergli già sentito dire, di usare il pretesto dell'incendio come scusa per chiudere tutto. Noi stiamo in spiaggia, non andiamo in pineta. La piantumazione si può fare anche lasciando libero l'accesso alla spiaggia. E se vuole fare qualcosa contro il degrado mandi una pattuglia della Municipale a fare qualche passaggio. Ora per esempio (sono circa le sei e mezzo di sera di lunedì, ndr) ho qui poco distante da me uno che si sta facendo una pippa. Posso chiamare, come ho fatto tante volte, la Municipale, ma sa cosa mi risponderanno: che non è loro competenza intervenire lì. Per fare i controlli, magari, si usi l'elicottero della Forestale e non lo si usi per portare a spasso il sindaco a rendersi conto dall'alto dei danni, ci venga in bicicletta come ho fatto io, capirà lo stesso il danno”.














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Matteo L Lo yen e' la moneta del Giappone, non della Cina.