Davide Migani, 42 anni, di Cervia (Ravenna), chef e skipper, e Giorgia Pierguidi, 37 anni, parrucchiera residente a Forlì ma originaria di Alzano Lombardo (Bergamo), tornano in libertà. La decisione del giudice federale Ronivon De Aragao è arrivata venerdì quando in Italia era sera. I due, accusati di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico di droga (difesi dall'avvocato Emanuel Cacho) rischiavano parecchi anni di carcere.
Lo yacht sul quale stavano viaggiando aveva naufragato all'alba del 24 dicembre sulle coste di Aracajù, nello Stato brasiliano del Sergipe. La droga, suddivisa in 280 tavolette per un valore stimato dall'accusa in poco meno di 12 milioni di euro, era stata trovata dai soccorritori. Migani aveva poi sostenuto di avere naufragato volontariamente su una secca segnata sulle carte nautiche dopo avere trovato all'improvviso lo stupefacente nascosto a bordo presumibilmente da una terza persona, indicata quale proprietaria dell'imbarcazione.
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Attraverso quella manovra -aveva precisato il 42enne - il suo intento era quello di avvisare un magistrato dell'accaduto. Per questo aveva lanciato sos e razzi luminosi. E per questo non si era allontanato dalla spiaggia all'arrivo della polizia. Versione non credibile secondo il Pm Nestor Mello, che aveva invece chiesto la condanna di entrambi gli italiani, i quali si trovavano rinchiusi in carcere ormai da sei mesi e mezzo.









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