Nave affondata, sopralluogo del Movimento 5 stelle: "Il relitto va rimosso al più presto"

E’ quanto emerge da un sopralluogo effettuato sabato da Carlo Ugo de Girolamo e Andrea Bertani, rispettivamente membro della commissione Trasporti della Camera dei deputati e consigliere regionale del Movimento 5 stelle

Le condizioni della nave Berkan B, inabissatasi per metà nelle acque del Porto di Ravenna, continuano a destare molta preoccupazione. E’ quanto emerge da un sopralluogo effettuato sabato da Carlo Ugo de Girolamo e Andrea Bertani, rispettivamente membro della commissione Trasporti della Camera dei deputati e consigliere regionale del Movimento 5 stelle.

“Abbiamo contattato Carabinieri Forestali, Arpae e Vigili del Fuoco - dichiarano i due - Dopo poco è arrivata la ditta incaricata della bonifica, la Secomar, che ha controllato la situazione, in particolar modo quella più preoccupante, ovvero la comprensibile mancata tenuta stagna delle panne nei punti di aggancio con la banchina, dove una scia iridescente spesso trova il modo di uscire delle panne e disperdersi nell’acqua della Pialassa dei Piomboni, come avvenuto anche sabato. Dopo aver allertato anche la Capitaneria di Porto, è giunta sul posto una motovedetta della Guardia Costiera e un’unità mobile via terra, che hanno proceduto ai rilievi del caso, fornendoci inoltre maggiori chiarimenti sulla messa in sicurezza del relitto.

L’11 febbraio, infatti, dopo mesi di segnalazioni da parte di tanti cittadini per una situazione che si protrae dall’ottobre del 2017, quando la nave si spezzò in due per errata operazione di smontaggio, il meetup A riveder le stelle aveva sporto denuncia al comando provinciale dei Carabinieri di Ravenna. Il 5 marzo la nave si è definitivamente spezzata in due tronconi e la prua è colata a picco. "Da quel che risulterebbe, solo il giorno dopo la denuncia sono iniziate le operazioni di rimozione del carburante rimasto a bordo dalla nave - continuano Bertani e de Girolamo - Operazioni che durano tutt’ora, tant’è che venerdì, durante un sopralluogo, un’attivista del meetup ha permesso di documentare impressionanti chiazze di idrocarburi sversate nelle acque della pialassa, successivamente aspirate dalla Secomar. Anche sabato, durante il sopralluogo, dentro la prima barriera di panne era ben visibile una grande quantità di sostanze oleose galleggianti sull’acqua”.

Nel frattempo gli operai incaricati dall’Autorità Portuale stanno preparando alcuni tubi in ferro che verranno infissi sul lato libero di ciò che resta della Berkan, in modo da impedire il possibile rotolamento e il definitivo inabissamento del relitto verso il centro del canale portuale dei Piomboni: fatto, questo, che impedirebbe la sicurezza della navigazione. “Da quel che sembrerebbe la situazione, giunta a un punto gravissimo, potrebbe essere stabilizzata in questo modo, e la rimozione del relitto avvenire in tempi lunghissimi, se non addirittura mai, come accaduto per le tre navi ucraine e le due chiatte parcheggiate da decenni nel cosiddetto “cimitero delle navi” adiacente alla Berkan - dichiarano i due politici - Riteniamo che questo sia dannoso per la salubrità delle acque, in collegamento col Candiano, con la pialassa Baiona e col mare, e del tutto incompatibile con la tutela dell’avifauna (anche rara e protetta), della fauna ittica e del contiguo sito Sic Zps zona di Parco del Delta del Po “Pialassa dei Piomboni”. Il relitto della Berkan è semiaffondato, la zona dei motori e delle cisterne è invasa dalle acque e le maree e gli eventi meteomarini continueranno a diffondere la sostanze inquinanti in essa ancora contenute. La protezione delle panne è temporanea, non è stagna e necessita di controlli continui, che ovviamente non possono essere garantiti ogni minuto. Riteniamo che il relitto vada rimosso con la massima urgenza dalle acque della pialassa, e pertanto, nei prossimi giorni verranno depositati in Parlamento e in Regione tutti gli atti necessari per fare e ulteriore chiarezza sulla grave situazione in corso".

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