La 'profezia' si è avverata: il relitto della Berkan B affonda nella Pialassa

Lo scafo, posto sotto sequestro, si è spaccato in due: il meetup aveva lanciato l'allarme preoccupato di questa eventualità meno di un mese fa

Foto Massimo Argnani

"Sporgere denuncia l'11 febbraio non è servito a nulla: la nave si è spezzata definitivamente, la prua è sparita tra le acque e la poppa, coi motori e le cisterne ancora luride di carburanti imbarca acqua, rilasciando gli inquinanti nella Pialassa dei Piomboni. Per ora ci sono delle panne, ma fino a quando? La situazione si preannuncia definitiva, a questo punto. Una sola parola: vergogna".

Foto Massimo Argnani

M.A.01(11)-2-2

Il meetup 'A riveder le stelle' commenta duramente il caso del relitto della Berkan B, cargo turco che giace spezzato in due da ottobre 2017 nel canale dei Piomboni e che martedì mattina è affondato nelle acque del canale. La prua poggia su uno scalino a otto metri di profondità, mentre la poppa emerge ancora fuori dall'acqua. Lo scafo, posto sotto sequestro, si è spaccato in due: il meetup aveva lanciato l'allarme preoccupato di questa eventualità meno di un mese fa. Attualmente non si registrano danni ambientali, la Capitaneria di Porto ha disposto che i mercantili che entrano nel canale debbano essere al traino di un rimorchiatore. A breve dovrebbe partire la gara d'appalto per rimuovere definitivamente il relitto.

"La Secomar sta tentando di contenere con le panne lo sversamento, ma fino a quanto potrà durare la situazione di emergenza, anche al variare delle condizioni meteomarine e della maree? - si domandano dal meetup - Le cisterne di carburante e i motori sono infatti ancora luridi di carburante e continueranno per sempre a rilasciare inquinanti. Le condizioni per la rimozione di un relitto, quasi totalmente affondato e in quelle condizioni, ora si sono fatte proibitive. Lo spezzone di nave è inclinato verso il centro del canale e rischia di ribaltarsi, con gravissimo danno per la sicurezza della navigazione. Tutta la poppa è ricoperta di carburante: immaginiamo cosa succederà all’avifauna della Pialassa, anche rara e protetta, se dovesse entrarne in contatto, o alla fauna ittica. L’odore di nafta martedì era impressionante. Nel frattempo, nessuno agisce e nessuno pagherà per questo? Il presidente di Autorità Portuale, durante la commissione dedicata all’interramento della Pialassa, ha respinto con veemenza qualsiasi responsabilità, dichiarando: “E’ un problema di competenza e responsabilità della Capitaneria di Porto di Ravenna”. Risulta però che lui in persona abbia firmato una delibera in agosto dove, riconoscendo il grave pericolo imminente, abbia deciso di spendere quasi 40mila euro di nostri soldi per affidare a un tecnico esterno i lavori di bonifica, a quel che risulta mai effettuata, se non in urgenza e per quel che si è potuto, il giorno dopo la nostra denuncia. In pratica ha deliberato e speso denaro pubblico per una faccenda di cui non aveva nessuna competenza e responsabilità? Il sindaco, responsabile della salute pubblica e membro del comitato esecutivo del Parco del Delta del Po a cui la pialassa appartiene nella parte est, non ha proferito parola; l’assessore all’ambiente e il Parco del Delta nemmeno. Arpae e Ausl nel frattempo cosa fanno? Attendiamo risposta dai tanti enti a cui abbiamo inviato la denuncia e aspettiamo quello che dirà la Regione, presso cui i consiglieri del Movimento 5 stelle Andrea Bertani e Raffaella Sensoli hanno prontamente depositato nelle scorse settimane un’interrogazione. Non è possibile assistere impunemente a questo disastro intollerabile contro il nostro ambiente, la nostra salute e il nostro porto".

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