Sabato di grande concitazione in Romagna. Il maltempo ha continuato a sferzare i territori romagnoli, bersagliati da una neve incessante e un freddo siberiano (come documentano le tantissime foto arrivate dai lettori). Le situazioni più critiche sembrano essere quelle di Forlì e delle vallate del Riminese, in particolare la Valmarecchia, dove ci sono centinaia di persone isolate. Anche RomagnaOggi.it ha dato il massimo, con uno spiegamento di forze e di lavoro adeguato alla straordinarietà della situazione.
Le previsioni non promettono nulla di buono, e anche per questo ovunque è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado anche per la giornata di lunedì. Nel frattempo sabato pomeriggio un maxi-vertice si è svolto a Forlì, alla presenza del presidente della Regione, Vasco Errani, del capo regionale della Protezione civile, Demetrio Egidi, e di tutti i sindaci e presidenti di Provincia dei capoluoghi romagnoli.
Un summit al termine del quale la Regione ha decretato lo stato d'emergenza, formalizzato un accordo che prevede l'utilizzo dell'Esercito e più risorse e mezzi; il tutto, però, non sarà a beneficio delle città bensì dei comuni più piccoli e che più stanno pagando il prezzo di questa emergenza.
A Cesena (dove il grosso dell'attenzione è focalizzato sulle prime colline e sulle condizioni dell'E45, aperta gradualmente al traffico delle sole auto) in mattinata è arrivato l'Esercito (video), con una parata che ricordava quella dei contingenti che entrano nelle città in tempo di guerra. Del resto il clima che si respira in giro è simile: poche auto nelle strade secondarie, gente che gira prevalentemente a piedi, deserto al calar della sera come se ci fosse il coprifuoco, difficoltà negli approvigionamenti alimentari. E un clima di caos e tensione che spesso si taglia a fettine.
Soprattutto a Forlì, la città che sta accusando i disagi maggiori e dove è sceso ormai quasi un metro di neve (interessante la testimonianza degli spazzaneve). Nella serata, infatti, i fiocchi bianchi hanno cominciato a scendere con intensità e densità preoccupanti, vanificando parte del lavoro fatto durante il giorno dai tanti volontari reclutati dal Comune e dalle organizzazioni della società civile.
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