Una 'nuova Ravegnana' e due varianti per l'Adriatica: "Massima priorità"

Martedì 9 luglio il Prit sarà adottato dall’Assemblea legislativa regionale: nel documento si discute di importanti progetti di viabilità per la città di Ravenna

La tragedia di sabato ha rifocalizzato l'attenzione sulla "macabra contabilità" dell’Adriatica ravennate che registra, solo dal 2018, almeno 11 gravi incidenti con 6 morti sul tratto Camerlona-Mezzano-Glorie prima di Alfonsine, e di 5, con 2 morti, nel tratto tra Fosso Ghiaia e Mirabilandia. "Ogni intervento preventivo sul posto, impiantistico, tecnologico o edilizio utile a ridurne le cause deve essere messo in campo subito, come chiesto anche dai residenti", afferma Alvaro Ancisi, capogruppo in Consiglio comunale di Lista per Ravenna, soffermandosi sui problemi dell'Adriatica ma anche su quelli della Ravegnana.

"Nel 2018 presentai un question time che chiedeva un nuovo collegamento ferroviario e stradale tra Ravenna e Forlì - spiega il capogruppo di Forza Italia Alberto Ancarani - Col cambio di maggioranza storica almeno a Forlì si può smettere di tacere su questo argomento". "La viabilità è un problema generalizzato del comune di Ravenna - aggiunge la capogruppo di Lega Nord Samantha Gardin - E' chiaro che la Ravegnana non è di competenza comunale, ma il sindaco deve essere portatore di una richiesta di intervento".

Le varianti dell'Adriatica

"La soluzione strutturale è una sola: la costruzione di due varianti dell’Adriatica, ad ampio raggio stradale, esterne a questi paesi, di cui il piano regolatore di Ravenna (esattamente il PSC 2007) ha pienamente identificato dal punto vista tecnico i tracciati, lunghi 9,82 chilometri tra Ravenna e Alfonsine e 3,65 tra Fosso Ghiaia e Mirabilandia - continua Ancisi in coalizione insieme ai consiglieri Gardin e Ancarani - Trattandosi di strade statali, il primo passo perché vengano prese in considerazione è il loro inserimento nel Piano Regionale Integrato dei Trasporti dell’Emilia-Romagna (Prit), da cui però, nella prima edizione del 1998, tuttora vigente, non sono mai state neppure nominate, nonostante (bisogna dirlo) le incessanti richieste della nostra lista civica. La proposta di un nuovo Prit, redatta dalla Regione Emilia-Romagna nel 2015, aveva continuato ad ignorarle, pur portando avanti, ad uno stadio avanzato di progettazione e finanziabilità, le altre 6 varianti dell’Adriatica in territorio romagnolo, 4 nel riminese e 2 tra Alfonsine e Argenta (in totale 94 chilometri), necessarie per porre in sicurezza i paesi che attraversa pericolosamente. Che restassero imbracate solo le quattro frazioni di Ravenna gridava vendetta, al punto che, con decisione tardiva della Giunta regionale, è stata inserita nella proposta di nuovo Prit la variante di Fosso Ghiaia, e, con un emendamento presentato dal Pd nella Commissione Territorio e Ambiente di venerdì scorso, quella di Mezzano. Il Pd ha invece bocciato gli emendamenti, proposti da Lista per Ravenna e presentati nella stessa commissione dal consigliere regionale della Lega Nord Massimiliano Pompignoli, relatore del Prit in sede di istruttoria di commissione, che in sostanza sono identici sia per Fosso Ghiaia che per Mezzano, salvo richiedere che siano con priorità 1, cioè fattibili entro il 2025, essendo scritte per finta quelle di priorità 2".

Martedì 9 luglio il Prit sarà adottato dall’Assemblea legislativa regionale: "Il Pd va incalzato perché ci ripensi, cosicché le varianti dell’Adriatica nel territorio ravennate entrino nel Prit 2025 sulla strada principale - continua Ancisi - Le tre parole “con priorità 1” vogliono dire: Cerchiamo di fare al più presto perché la strada che attraversa Fosso Ghiaia, Camerlona, Mezzano e Glorie non si chiami più “omicida”".

La nuova Ravegnana

Ancisi, insieme ai consiglieri Gardin e Ancarani, ha anche avanzato la proposta di emendamento al Prit 2025 sulla necessità di iniziare a progettare una variante all’attuale via Ravegnana tramite il consigliere regionale della Lega Nord Massimiliano Pompignoli, neo consigliere comunale di Forlì, nella sua veste di relatore del Prit stesso nella commissione Territorio, Ambiente e Mobilità della Regione. Emendamento che è stato approvato e quindi inserito nella programmazione del Piano Regionale dei Trasporti.

"L'attuale Ravegnana non è adatta per costruire in loco un percorso come si deve - spiegano Ancisi, Gardin e Ancarani - non c'è lo spazio fisico: dobbiamo invece guardare a est, partendo dall'E45 per confluire poi a Forlì - evitando i paesi, e non buttando giù delle case - anche se questa è solo un'idea progettuale, servono studi, progetti, conferenze di servizi etc". "È un piccolo passo ma almeno la Regione ha iniziato a prendere coscienza dell’urgenza di questo progetto - spiega Pompignoli - Il 9 luglio verrà adottato il Prit in assemblea legislativa, poi ci saranno 60 giorni per le osservazioni e 90 per l'approvazione. Per la "nuova Ravegnana" abbiamo lavorato insieme al Pd per studiare un testo che è stato condiviso e che tiene conto di due fattori: il rinnovamento dell'attuale Ravegnana (chiesto dal Pd e dal sindaco Michele Pascale) e, come alternativa, uno studio di fattibilità che possa individuare una nuova via, una seconda Ravegnana, la meno impattante possibile. Nel 2020 non si può pensare di avere un unico collegamento tra Ravenna e Forlì, anche per agevolare le imprese e collegare Ravenna all'aeroporto di Forlì. Ho chiesto che l'assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini collochi i sindaci de Pascale e Zattini per iniziare uno studio tecnico per individuare il percorso alternativo, probabilmente questo incontro avverrà entro questa settimana".

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