Oltre due anni senza contenzioni: premiata la Psichiatria dell'ospedale

E' stato possibile creare un ambiente di cura più umanizzato con conseguente miglioramento del clima di reparto e di riduzione dei comportamenti disfunzionali

Giovedì 30 maggio si terrà nella Sala Martignani (Sede Ausl Romagna di via De Gasperi, a Ravenna) una giornata di studio intitolata “La salute mentale in Romagna”, organizzata in collaborazione con le associazioni degli utenti e dei familiari della Romagna. Durante la giornata verranno analizzati gli attuali punti di forza e le azioni da implementare per favorire la salute mentale, l’inclusione sociale e i diritti di cittadinanza delle persone con disturbi psichici.

Dopo l’illustrazione della mission e della vision del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche della Ausl della Romagna vi saranno approfondimenti rispetto sia all’area dei servizi sanitari (Centro di Salute Mentale, Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Dipendenze Patologiche, Neuropsichiatria Infantile, Riabilitazione Psichiatica) che a quella relativa alla funzione dei Distretti e dei Servizi Sociali. Ad integrazione delle tematiche trattate, vi saranno inoltre interventi da parte delle Associazioni sia degli utenti che dei familiari. All’interno della giornata di studio il Coordinamento Regionale delle Associazioni dei Familiari (Urasam) e le associazioni ravennati “Porte Aperte”, “A.M.A. La Vita” e “A Testa Alta”, conferiranno un riconoscimento agli operatori del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna, diretto da Roberto Zanfini, in quanto nel biennio 2017/18 hanno raggiunto l’obiettivo di zero contenzioni meccaniche. Verrà inoltre dato un riconoscimento al Centro di Salute Mentale di Ravenna e alla Polizia Locale di Ravenna per il contributo mirato al raggiungimento di questo obiettivo. La consegna dei riconoscimenti terminerà con le considerazioni del Sindaco di Ravenna Michele De Pascale.

L’importante riconoscimento coincide con un significativo traguardo raggiunto dal Spdc di Ravenna che da anni mette in atto azioni per superare il ricorso alla contenzione meccanica, l’ultima delle quali è avvenuta il 16 agosto del 2016. Gli interventi attuati sono stati sia strutturali - creando un ambiente di cura simile più a quello di un domicilio che di un ospedale con un alto numero di stanze singole - sia clinico organizzativi. Per questi ultimi, oltre a eseguire diversi protocolli con le cosiddette interfacce (Polizia Locale, Pronto Soccorso), si sono progressivamente incrementati piani di trattamento individuali consistenti in percorsi di cura che non riguardano solo i trattamenti farmacologici, ma una presa in carico più a tutto tondo. Infatti, nel corso degli anni sono state incrementate le competenze degli operatori al fine di poter eseguire anche trattamenti sia di tipo psicologico che psicosociale. Gli interventi sono stati poi rivolti non solo alla persona ma anche, quando possibile, al contesto socio-ambientale.In tal modo attraverso l’individuazione di trattamenti individuali (farmacologici, psicologici e psicosociali) basati più che “fare al paziente” al “fare con il paziente” e definiti in base agli obiettivi del ricovero, è stato possibile creare un ambiente di cura più umanizzato con conseguente miglioramento del clima di reparto e di riduzione dei comportamenti disfunzionali.

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