"Rocco era vittima di intimidazioni": i sospetti degli amici dopo l'omicidio. "Ma hanno paura di parlare"

Voci che si rincorrono nel piccolo paese di Castiglione di Cervia, ipotesi azzardate a mezza voce. "Ma tutti hanno paura di parlare"

Voci che si rincorrono nel piccolo paese di Castiglione di Cervia, ipotesi azzardate a mezza voce. "Ma tutti hanno paura di parlare", spiega uno dei clienti della Caffetteria della Piazza, il bar che Rocco Desiante, il 43enne pugliese pizzaiolo trovato morto nella notte tra sabato e domenica in un appartamento in via Castiglione, era solito frequentare dopo il lavoro nel ristorante "Vecchia Romagna" a Castiglione di Ravenna, dove fino al 30 settembre aveva prestato servizio come pizzaiolo.

E nel piccolo bar sono tutti molto restii a parlare lunedì. I clienti sono comprensibilmente spaventati e lasciano trapelare poco. Ma qualcuno, tra un caffè e un'occhiata lanciata verso la vicina casa del delitto dove i Ris stanno cercando tracce dell'assassino, si lascia andare a commenti e ricordi. "Vedevamo spesso Rocco, ed effettivamente è vero che a volte beveva oltre al limite - spiega uno dei clienti del bar - Quando capitava chiaramente si innervosiva, ma come può fare un qualunque ubriaco: non c'era cattiveria in lui. Poi c'è stata quella piccola rissa a metà settembre con un albanese, ma era finita lì. Di voci oggi in paese ce ne sono tante, ma penso che abbiano tutti paura di parlare".

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"Era dispiaciuto di aver perso il lavoro"

Nel tavolino a fianco sono seduti un uomo e una donna, che sorseggiano un aperitivo con sguardo triste, senza parlare. Anche loro spiegano di avere paura e di non voler commentare la vicenda; poi però, presi dal ricordo dell'amico, si lasciano trasportare dall'emozione. "Siamo sconvolti, stanotte non ho chiuso occhio - spiega lui - Non si può morire così. Siamo una comunità piccola e qui sono tutti dispiaciuti". "In quel modo non si ammazza neanche un animale - aggiunge lei - Nessuno si merita una fine del genere. Ancora non ci credo". La coppia conosceva Rocco da circa tre mesi, durante i quali spesso avevano scambiato chiacchiere e confidenze nella veranda del bar. "Rocco beveva, è vero, ma non era cattivo - spiega l'uomo - Mercoledì sono venuto qui al bar con mia figlia per comprarle le caramelle e l'ho visto che guardava la partita. Era senza voce da qualche giorno, non stava molto bene". "Dopo che aveva perso il lavoro aveva deciso di tornare in Puglia dalla madre, anche per cercare di disintossicarsi dal problema con l'alcol. Però era dispiaciuto di non lavorare più come pizzaiolo, lui diceva che se avesse potuto e avesse ottenuto il rinnovo del contratto sarebbe rimasto. Forse hanno inciso anche i suoi problemi che aveva al di fuori dal lavoro, o il fatto che dopo la rissa si fosse messo in malattia, e spesso arrivava qui da lavoro già ubriaco. Chissà...".

"Rocco era vittima di intimidazioni"

Dal racconto dei due emergono dettagli che, a fronte dell'omicidio, danno molto da pensare. "In passato Rocco aveva spesso subito alcuni "dispetti" - spiega la donna - Gli rubavano la bici, gli bucavano le ruote... Era vittima di intimidazioni, si lamentava ma non ha mai detto di avere paura. Chissà chi era a fargli questi torti. Veniva qui perchè era solo e voleva stare in compagnia, era un uomo molto buono". Secondo quanto raccontano i due, Rocco non avrebbe mai parlato di problemi di soldi o sentimentali. Ora la coppia è spaventata: "Io lavoro, a casa so che ci sono lei e i nostri due figli da soli - spiega l'uomo indicando la donna al suo fianco - Se è successo a lui potrebbe capitare a chiunque. Abbiamo voglia di andare via, abbiamo troppa paura".

I titolari del ristorante: "Un bravo lavoratore"

La vittima aveva lavorato fino a fine settembre nel ristorante "Vecchia Romagna"; sul locale di via Turci, che negli ultimi giorni ha visto un via vai di gente, forze dell'ordine e curiosi, campeggia il cartello "Cedesi attività". "Stiamo cercando di vendere o affittare il ristorante, ormai abbiamo una certa età e vorremmo ritirarci - spiega la titolare - Anche per questo non avevamo rinnovato il contratto a Rocco. Ha lavorato con noi per tre anni e mezzo, era un bravo lavoratore e non ha mai creato problemi. Certo, sapevamo che fuori da qui aveva certi casini con l'alcol... Però qui è sempre stato puntuale ed efficiente. L'unico problema si è un po' creato quando si è rotto prima un braccio, poi le costole, ed è dovuto restare a casa per un po', ma tutto qui. Non sono neanche mai arrivate persone a cercarlo o altro, è sempre stato molto tranquillo. Ci aveva detto che voleva tornare dalla madre in Puglia, quindi a fine contratto non abbiamo più rinnovato".

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