Quattro colpi di pistola, terrore a pochi metri dal mare: assassinato un senegalese

L'episodio si è consumato intorno alle 14.30. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118 con un'ambulanza e l'elimedica, ma per l'uomo non c'era già più nulla fare

Il luogo dell'omicidio

Quattro colpi di pistola. Terrore nel primo pomeriggio di sabato a Casal Borsetti, dove Mor Seye, un senegalese di 46 anni, domiciliato a Lido Adriano, ma ufficialmente residente a Padova, è stato ucciso nei pressi del Bagno Adriatico, in via Saladini 26. L'episodio si è consumato intorno alle 14.30. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118 con un'ambulanza e l'elimedica, ma per l'uomo non c'era già più nulla fare. A fare la scoperta e a dare l'allarme è stato il gestore di uno stabilimento balneare. Il Nucleo Investigativo dell'Arma provinciale dei Carabinieri procede alla indagini del caso.

L'omicidio si è consumato a pochi passi dalla spiaggia, nei pressi di un campo da basket, tra i bagni Adriatico e Oasi. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto la vittima insieme ad un altro uomo di colore poco prima del delitto. Erano seduti su un lettino. Poi il 46enne si è allontanato per pranzare. Poco dopo sono stati avvertiti qualttro colpi. Alcuni bagnanti inizialmente avevano pensato allo scoppio di petardi. Poi è stato trovato il corpo senza vita, con il volto rivolto verso il mare, accasciato su un pattino. Ma della mano omicida nessuna traccia.

Sul posto il sostituto procuratore Lucrezia Ciriello, affiancata dal procuratore capo Alessandro Mancini e dal comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Massimo Cagnazzo. Secondo le testimonianze, l'aggressore, descritto come uomo dalla carnagione chiara, capelli brizzolati e la barba, sulla quarantina, con maglia variopinta, è arrivato da piazza Primaro, il parcheggio che si trova tra i due stabilimenti. Quindi si è avvicinato al 46enne per sparargli da distanza ravvicinata, appena oltre il muretto di cemento che a quel punto li separava. Quattro colpi calibro 22, tutti a segno: due alla schiena, uno ad un braccio ed uno alla nuca. Le indagini, ha spiegato Mancini, sono a 360 gradi. Il movente è ancora da chiarire. L'arma non è stata ritrovata. La salma si trova all'obitorio di Ravenna in attesa dell'autopsia.

LA VITTIMA - Secondo quanto riferito da alcuni connazionali, arrivati in massa sul luogo del delitto, il 46enne era arrivato in Italia nel 1993. Era stato operaio in una ditta padovana, ma dopo il fallimento dell'impresa si è trasferito nel ravennate, dove vive il fratello, iniziando a lavorare come venditore ambulante. I bagnanti che lo conoscevano lo hanno descritto come persona tranquilla, che non aveva mai dato problemi.

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