Omicidio Desiante, l'amico che l'ha trovato morto: "Si era smarrito, voleva dare una svolta alla sua vita"

E' ancora incredulo l'amico di Rocco Desiante che aveva prestato a quest'ultimo l'appartamento di via Castiglione in cui sabato notte il 43enne pizzaiolo è stato trovato assassinato in un lago di sangue

Ha deciso di parlare e chiarire i fatti per "mettere a tacere le malelingue della zona". E' ancora incredulo Marco, nome di fantasia, l'amico di Rocco Desiante che aveva prestato a quest'ultimo l'appartamento di via Castiglione in cui sabato notte il 43enne pizzaiolo è stato trovato assassinato in un lago di sangue. Marco, infatti, aveva dato all'amico le chiavi di quell'abitazione dove Rocco avrebbe dovuto appoggiarsi solo per qualche giorno, in attesa di poter tornare a Gravina di Puglia dalla famiglia.

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"Non vedeva l'ora di tornare a casa dalla famiglia"

"L'ho visto lunedì sera alle 20, aveva due borse con sè e mi ha chiesto ospitalità dopo aver lasciato il suo alloggio - racconta Marco - Sarebbe già partito per tornare a casa in Puglia, ma avendo l'auto col fermo amministrativo non poteva (il veicolo era sotto fermo dopo che Rocco aveva causato un incidente alla guida in stato d'ebbrezza, ndr). Sarebbe dovuto partire giovedì mattina". Ma giovedì mattina, probabilmente, Rocco era già morto. "Questa era una casa che tenevo di comodo per l'estate, per cui gliel'ho prestata volentieri, anche se non c'erano le utenze. Lui mi ha detto: "Non ti preoccupare, tanto a breve vengono a prendermi i miei parenti, non vedo l'ora di andare giù e dare una svolta alla mia vita". Aveva intenzione di tornare su tra qualche mese per cercare lavoro nel bolognese. Era molto contento di andare dalla sua famiglia, sarebbe venuto a prenderlo il nipote. Quello che poi è successo ha scioccato tutto il paese, perchè di amici ne aveva, non è vero che era una persona isolata".

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"Rocco ha sempre pagato i suoi debiti"

Marco ricorda l'amico con parole di tenerezza e smontando alcune voci che negli ultimi giorni si stanno rincorrendo nel piccolo paese di duemila abitanti. "Era una brava persona, aveva un po' di problemi come tutti, ma noi amici gli stavamo vicino. Ne hanno dette di tutti i colori: che aveva giri strani, giri di droghe, che aveva litigato con la compagna... tutto falso. Facendo il pizzaiolo viveva solo di notte, come tutti i lavoratori della riviera, e la gente si fa un'idea sbagliata di chi vive di notte. Si era messo d'accordo di terminare il contratto lavorativo di comune accordo con il proprietario del ristorante perchè era conscio di star vivendo un periodo in cui si era smarrito, aveva bisogno di tornare a casa dai suoi familiari. Non è vero neanche che viveva di stenti e mangiava gli avanzi come qualche malelingua ha detto. A volte arrivava a fine mese bene, a volte ci arrivava a fatica come tante famiglie, quindi capitava che chiedesse soldi agli amici: ma ogni volta che qualcuno ha prestato i soldi a Rocco li ha sempre ricevuti indietro. Rocco ha sempre pagato i suoi debiti, anche se voleva dire mangiare pane e cipolla per un mese. Aveva dei vizi, certo, ma non sta a noi esprimerci in questa sede. Era una persona di cui mi fidavo ciecamente, altrimenti non lo avrei ospitato. Voglio raccontare questo perchè parlando con la famiglia abbiamo deciso di dire la verità per fare tacere le malelingue locali".

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Il ritrovamento del cadavere

E' stato proprio Marco, insieme ad alcuni amici, a trovare Rocco privo di vita in quell'abitazione. "Sabato sera stavo lavorando e ho iniziato a ricevere diversi messaggi degli amici di Rocco che dicevano che era da un po' di giorni che non lo vedevano. Era strano: Rocco non sarebbe mai partito senza salutare. Così lo abbiamo chiamato più volte, ma il cellulare era sempre spento. Sono tornato a Castiglione appena ho potuto e siamo andati nell'appartamento: sentendo che c'erano le chiavi nella porta ho chiamato i Vigili del fuoco". Poi la tragica scoperta. "I vicini dicono che hanno sentito dei rumori: io avrei chiamato subito i soccorsi, loro penso l'abbiano presa sottogamba, ma ognuno reagisce in modo diverso e non voglio giudicare".

Nemici in paese

E allora chi può essere stato a uccidere Rocco? Forse si era fatto qualche nemico in paese? "A volte beveva una birra di troppo e trovava da dire per delle sciocchezze con altri che avevano bevuto o faceva a botte - spiega Marco - C'è chi poteva covare astio, sì. Però non credo si possa ricondurre all'episodio delle gomme della bici tagliate, una bravata di qualche bambino e non il gesto di qualche cricca mafiosa. Abbiamo già fatto delle ipotesi e le abbiamo dette agli investigatori, speriamo trovino in tempi rapidi chi ha fatto questo a Rocco e auspichiamo che gli diano l'ergastolo. Noi amici ci chiediamo soprattutto perchè ucciderlo in quel modo: in una cittadina così piccola lascia basiti che un amico di tutti abbia subito una violenza del genere. Ora i Carabinieri stanno cercando il bastardo che gli ha fatto questo. Un amico è morto e non ce lo ridarà nessuno, vogliamo sapere chi lo ha ucciso e perchè e contiamo in una pena durissima".

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