Cooperante ucciso in Bangladesh, i familiari: "Lasciateci nel nostro dolore"

Nel frattempo continuano le indagini per chiarire le dinamiche dell'omicidio, rivendicato dall'Isis. "Non abbiamo trovato prove di un collegamento dell'Isis con l'assassinio", ha dichiarato il ministro dell'Interno del Bangladesh, Asaduzzaman Khan Kamal

E' il giorno del dolore per i familiari di Cesare Tavella, il cooperante di 51 anni ucciso lunedì a Dacca, capitale del Bangladesh, con tre colpi d'arma da fuoco mentre stava facendo jogging. Al di là dell'abitazione dei genitori, nelle campagne tra Bagnacavallo e Villanova, un drappello di giornalisti, anche delle tv nazionali, in attesa di informazioni. Nella cancellata è stato affisso un messaggio nel quale viene comunicato che la famiglia "non ha alcuna informazione da aggiungere rispetto a quanto già comunicato dalle autorità. Siamo certi che si comprenderà che non desideriamo essere disturbati e che chiediamo a tutti gli organi di informazione di lasciarci vivere il nostro dolore nell'intimità della famiglia". Sul posto, a presidiare l'area, una pattuglia dei Carabinieri.

INCONTRO - Nel pomeriggio i familiari hanno ricevuto al visita del Prefetto di Ravenna, Francesco Russo, del Questore Mario Mondelli, din don Luigi Guerrini e dei comandanti provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Massimo Cagnazzo e Marco Lainati, accompagnati dal sindaco Eleonora Proni. Il colloquio è durato circa un quarto d'ora. "Abbiamo portato loro la nostra vicinanza - ha affermato il prefetto Russo -. Siamo a disposizione per tutte le necessità del caso".

LA FAMIGLIA - La famiglia Tavella non era molto conosciuta a Bagnacavallo. Da ricerche anagrafiche, risulta che Cesare, nato a Milano, vi avesse abitato dal '90 al '93 prima di andare all'estero. Dopo un altro breve passaggio, nel 2000 si era trasferito a Casola dove aveva poi comperato un podere da sistemare. Il padre risulta invece originario di Cuneo.

LE INDAGINI - Nel frattempo continuano le indagini per chiarire le dinamiche dell'omicidio, rivendicato dall'Isis. "Non abbiamo trovato prove di un collegamento dell'Isis con l'assassinio - ha dichiarato il ministro dell'Interno del Bangladesh, Asaduzzaman Khan Kamal -. Stiamo svolgendo le indagini sull'uccisione. E fino ad ora gli organismi investigativi non hanno trovato alcun legame fra l'Isis e l'assassinio". Gli inquirenti hanno ascoltato la testimonianza di una mendicante, che ha riferito di aver notato due giovani, poco più che ventenni, dileguarsi su una motocicletta su cui li aspettava un terzo. "Dopo aver sentito dei colpi di pistola - ha raccontato in un video diffuso da Ap - ho visto che da quella parte stavano arrivando due uomini, di corsa. Erano molto giovani, non avevano piu' di 20 anni. Dall'altro lato della strada era parcheggiata una motocicletta e ho visto che, accanto, c'era un altro uomo. I due allora sono saliti sulla moto e tutti e tre sono scappati via verso nord".

SQUADRA SPECIALE - La polizia del Bangladesh, al termine di un vertice che si è tenuto al locale minsitero dell'Interno, ha costituito una squadra speciale interforze per investigare sull'omicidio. Il capo della squadra di investigatori sarà Mohammad Rezaul Haider, sovrintendente speciale di polizia presso il Dipartimento di indagini criminali (CiD). L'ispettore generale ad interim della polizia, Mokhlesur Rahman, ha assicurato che "abbiamo raccolto questo omicidio come una sfida. Lo risolveremo e eviteremo cosi' ogni possibile ripetizione dell'incidente".

PROCURA DI ROMASulla morte di Tavella la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando l'accusa di omicidio con finalità di terrorismo contro ignoti. L'apertura è stata disposta dal procuratore Giuseppe Pignatone e nelle prossime ore alla Digos della Polizia e ai Carabinieri del Ros verrà data la delega a svolgere le indagini.

L'UNIONE EUROPEA - Anche l'Unione europea ha condannato l'omicidio, definendolo "un crimine terroristico". L'ambasciatore dell'Ue a Dacca, Pierre Mayaudon, ha chiesto "un'indagine esaustiva su questa barbara aggressione", invitando le autorità locali a "condurre i responsabili davanti alla giustizia". Mayaudon, si legge sul sito di Bangladesh news, ha espresso la sua "costernazione" ed ha ricordato che "Tavella era arrivato in Bangladesh per aiutare i più poveri tra i poveri, il che rende questo crimine ancora più orribile".

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