Uccide la moglie a martellate: chiesti i domiciliari in ospedale per l'anziano

Si è svolta mercoledì mattina l'udienza di convalida dell'87enne faentino che all'alba di lunedì mattina ha ucciso a colpi di martello la moglie 79enne, per poi tentare il suicidio

Si è svolta mercoledì mattina l'udienza di convalida dell'arresto di Franco Valgimigli, l'87enne faentino che all'alba di lunedì mattina ha ucciso a colpi di martello la moglie 79enne Maria Miotto, per poi tentare il suicidio. L'anziano è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato - in quanto commesso ai danni del coniuge - ed è stato messo sotto sorveglianza nel reparto di Psichiatria dell'ospedale 'Santa Maria delle Croci' di Ravenna. Nel frattempo sulla salma della donna martedì è stata effettuata l'autopsia, che ha confermato la cause della morte dell'anziana, mentre è stato messo sotto sequestro il martello utilizzato dall'87enne per uccidere la moglie.

Mercoledì mattina l'uomo è comparso in Tribunale a Ravenna davanti al Giudice per le indagini preliminari Andrea Galanti, difeso dall'avvocato Sergio Gonelli. Per l'anziano è stata richiesta la misura cautelare agli arresti domiciliari nella struttura nella quale ha trascorso gli ultimi giorni, il reparto psichiatrico del nosocomio ravennate. Il Gip si è riservato di decidere sulle richieste delle parti. La Procura attualmente non ha disposto una perizia psichiatrica, mentre il legale dell'anziano - che aveva già annunciato che avrebbe avanzato la richiesta di perizia - ha già contattato un consulente per poterla effettuare. "Bisogna capire se Franco al momento dell'omicidio fosse in grado di intendere e di volere - spiega l'avvocato Gonelli - E' una situazione molto particolare, vista l'età del mio cliente e visto anche il suo intento suicida".

L'uomo infatti, dopo aver ucciso la moglie, ha contattato la figlia per poi cercare di farla finita. L'anziano forse pensava di avere più tempo a disposizione per compiere l'estremo gesto, dal momento che la figlia sarebbe dovuta rientrare dal lavoro a Ravenna. E invece, quando è arrivata nell'abitazione dei genitori, la donna ha trovato un cappio già pronto, ma il padre fortunatamente ancora vivo; così come viva era ancora la madre, riversa in un lago di sangue, che è stata portata in condizioni disperate al pronto soccorso dell'ospedale Bufalini di Cesena, dove è morta qualche ora dopo. In giro per casa, la figlia ha poi trovato una serie di biglietti in cui l'87enne tentava di dare una spiegazione al suo suicidio, spiegando come l'età avanzata rendesse molto difficile continuare a vivere.

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