Vù cumprà 2.0: il mercato dei 'falsi' sbarca su "What’sApp"

Nella giornata di domenica il personale dell'Ufficio Polizia Giudiziaria - Falsi Documentali dopo un accurato monitoraggio a Lido di Classe, attraverso vari appostamenti, ha proceduto al sequestro di oltre cinquanta borse contraffatte

Proseguono le azioni della Polizia Municipale, anche in linea con le decisioni assunte in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, contro il commercio abusivo di prodotti contraffatti. Nella giornata di domenica il personale dell’Ufficio Polizia Giudiziaria – Falsi Documentali dopo un accurato monitoraggio a Lido di Classe, attraverso vari appostamenti, ha proceduto al sequestro di oltre cinquanta borse contraffatte, di ottima fattura, riproducenti i marchi Louis Vuitton, Prada, Michael Kors, Gucci, Stella McCartney, Chanel, Miu Miu, Celine, Tod’s, Bottega Veneta, Hermés e Coveri.  

Le indagini hanno permesso di indagare a piede libero un 36enne senegalese per i reati di introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi, ricettazione e inottemperanza delle norme sull'immigrazione nonché di sequestrare, oltre al materiale contraffatto, un’autovettura utilizzata come “deposito” per la merce. All’interno della stessa è stato rinvenuto inoltre un telefono cellulare, usato dai “venditori” per proporre gli articoli in loro possesso, attraverso un vero e proprio catalogo fotografico, pubblicizzato attraverso l’applicazione “What’sApp”.

“A tal proposito, riferisce il Capo Ufficio Polizia Giudiziaria – Falsi Documentali – Comm. Superiore Antonio Pozzo - si evidenzia come siano cambiate le modalità di ricerca dei potenziali acquirenti. Più in particolare si nota come la spiaggia sia divenuta una sorta di “vetrina”, dove esporre solo pochi articoli, al fine di evitare i rischi connessi ai frequenti controlli delle Forze dell’Ordine. Questa rappresenta quindi un’occasione per prendere contatti con potenziali clienti ai quali, in un momento successivo, verranno proposti cataloghi più completi, attraverso le nuove tecnologie, dove borse, i cui originali hanno un prezzo di mercato che può superare i 2000 euro, se di ottima qualità come quelle sequestrate, possono essere vendute a 200/300 euro”.

“L’utilizzo di tali canali alternativi – spiega il Comandante Stefano Rossi – non impedisce però al cliente di essere rintracciato e sanzionato ai sensi della specifica normativa (200 euro). Nonostante i continui sforzi della Polizia Municipale, di tutte le Forze dell’Ordine e le campagne informative, attraverso le quali si chiariscono anche le sanzioni per chi acquista merce contraffatta, è demotivante vedere così tante persone acquistare anche con questa modalità on line (What’sApp) prodotti, che non fanno altro che alimentare il mercato dell’illegalità, i cui ricavi vanno ad arricchire la criminalità organizzata, vanificando in tal modo i risultati di contrasto, quotidianamente perseguiti.”

CONFCOMMERCIO - Commenta Mauro Mambelli, Presidente Confcommercio Ravenna: "Ci complimentiamo con il Comandante della Polizia Municipale di Ravenna Stefano Rossi e con il Comandante provinciale dei Carabinieri di Ravenna Col. Massimo Cagnazzo per le operazioni di questi ultimi giorni, in particolare a Marina di Ravenna e Lido di Classe per la lotta al commercio abusivo. Da sempre sosteniamo che il commercio di prodotti contraffatti crea danno alle attività che svolgono la propria attività nella legalità e nel rispetto delle leggi. Diversi ndicatori che ci fanno riflettere sulla portata del fenomeno che ha raggiunto dimensioni enormi. Bene quindi l’importante lavoro di Polizia Municipale e Carabinieri che, grazie ad una capillare azione sul territorio, in particolare sul litorale ravennate, pongono un freno a questo fenomeno che alimenta fortemente il mercato dell’illegalità. Concordiamo con il Comandante Rossi quando afferma che ‘nonostante i continui sforzi della P.M., di tutte le Forze dell’Ordine e le campagne informative, attraverso le quali si chiariscono anche le sanzioni per chi acquista merce contraffatta, è demotivante vedere così tante persone acquistare anche con questa modalità on line (What’sApp) prodotti, che non fanno altro che alimentare il mercato dell’illegalità, i cui ricavi vanno ad arricchire la criminalità organizzata".

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