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Terrorismo, anarchia nel mirino della Digos: tre ravennati nei guai

La polizia ha sgominato un gruppo di presunti anarchici residenti nel ravennate e risultati alle indagini in collegamento con elementi di spicco dell'area anarchica nazionale ed internazionale

Redazione 1 settembre 2012
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Operazione della Digos di Ravenna nei confronti di soggetti locali accusati di alcuni atti di terrorismo eversivo interno. La polizia ha sgominato un gruppo di presunti anarchici residenti nel ravennate e risultati alle indagini in collegamento con elementi di spicco dell’area anarchica nazionale ed internazionale che fa riferimento alla FAI (Federazione Anarchica Informale) e alla CCF (Cospirazione Cellule di Fuoco).

L’attività investigativa, diretta dal Procuratore Capo della Repubblica di Bologna Roberto Alfonso e dal Sostituto Procuratore Antonio Gustapane, addetto all’Antiterrorismo a Bologna, eseguita dalla  Digos con il coordinamento dalla DCPP di Roma, ha consentito di raccogliere elementi nei confronti di questi individui. In tali contesti, si sono evidenziati anche rapporti con anarco-insurrezionalisti, all’atto detenuti presso le carceri greche, tedesche, svizzere, italiane.

In particolare, in relazione agli ultimi tre attentati verificatesi a Ravenna nel settembre, novembre e dicembre 2011, si è rilevato che alcuni tra questi sono stati messi in atto in solidarietà di esponenti anarchici, alcuni dei quali detenuti, che erano in procinto di essere sottoposti a processi per attentati dinamitardi commessi nei confronti di istituti di credito o sedi istituzionali.

L’analisi investigativa delle relative rivendicazioni ha consentito di collegare ideologicamente questi azioni con altre analoghe commesse in altre zone d’Italia ed all’estero, mettendo in evidenza l’esistenza di una rete informale di cellule di stampo eversivo. L’indagine tutt’ora in corso ha fatto emergere strette connessioni tra gli indagati ed esponenti, di cui alcuni recentemente tratti in arresto, accusati di fare parte della FAI (Federazione Anarchica Informale) e della compagine greca CCF Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Nella mattinata di sabato, su disposizione della Procura di Bologna, con il coordinamento della direzione centrale Polizia di Prevenzione di Roma e l’ausilio  delle DIGOS di Roma, Bologna, Reggio Calabria e Cremona, nonché di personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bologna  sono state eseguite  perquisizioni nei confronti di tre anarchici residenti a Ravenna e di altri tre soggetti residenti rispettivamente nelle provincie di Bologna, cremona e Reggio Calabria.

L’attività svolta ha portato al  sequestro di materiale ritenuto di interesse investigativo in ordine al reato di cui all’art. 270 bis per aver promosso e/o costituito un’associazione anarco-insurrezionalista che si prefigge lo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Nel Ravennate è stato sequestrato cospicuo materiale informatico, nonchè  documentazione cartacea di sicuro interesse investigativo ed attinente all’area anarco-insurrezionalista. In particolare sono stati acquisiti supporti informatici contenenti una sorta di archivio relativo agli attentati compiuti in Italia ed all’estero ad opera di cellule anarco-insurrezionaliste che sarà oggetto di approfondita analisi e sviluppo investigativo a livello nazionale.La perquisizione ha consentito, infine, di rinvenire copiosa corrispondenza con noti terroristi anarchici detenuti all’estero che sarà oggetto di ulteriore analisi investigativa.

Questi gli attentati riferiti al gruppo: il 23 settembre 2011 – danneggiamento ed imbrattamento della “Unicredit Banca” agenzia di Via Cassino 12 con successiva rivendicazione pubblicizzata su un sito con il titolo “ravenna – attaccato bancomat in solidarietà con luciano tortuga” - “nella notte del 22 settembre, abbiamo deciso di esprimere la nostra solidarietà a luciano “tortuga” pitronello  e lo abbiamo fato rompendo a martellate lo sportello bancomat di una filiale unicredit, banca complice di morte e sfruttamento. che nessun compagno resti solo. per luciano, adesso le nostre gesta sono anche le tue (a)” .  Non a caso il danneggiamento presso la banca ravennate è stato commesso nello stesso giorno in cui il nominato “TORTUGA” sarebbe dovuto comparire innanzi ai giudici cileni per le contestazioni delle accuse nei suoi confronti.


Inoltre, nella notte tra il 19 e 20 novembre 2011 sempre a Ravenna sono state danneggiate diverse autovetture dell’ENI, della ditta CMC,  tre SUV di proprietà di privati ed una limousine. Sia le vetture di proprietà delle ditte, in uso ai dipendenti, che dei privati sono state danneggiate nei pressi delle rispettive residenze, mediante foratura degli pneumatici. Successivamente sul sito di area veniva rivendicata l’azione con la descrizione dei danneggiamenti effettuati, con la motivazione e la “dedica” del gesto con il seguente comunicato:  “ravenna – danneggiate automobili. Nella notte tra il 19 e 20 novembre, a ravenna, con l’aiuto di una splendida nebbia avvolgente, abbiamo localizzato e colpito 12 automobili tra cui: 7 macchine dell’eni, societa’ esportatrice di morte – 3 suv – 1 macchina della cmc, societa’ coinvolta nella cotruzione del tav e non solo – 1 limousine. L’abbiamo fatto bucando i pneumatici. Vogliamo dedicare quest’azione a: 1) tortuga 2)tutti i compagni cileni a processo per il caso bombas 3)gabriela, ancora in clandestinita’ 4)silvia, costa e billy  5)marco camenish  6)eat e billy  7)tamara  8)tutti i compagni arrestati e non della cospirazione delle cellule di fuoco. 

Infine 4 dicembre 2011 attentato ai danni di una sede della “Unicredit Banca” di  Circ.ne P.zza d’Armi mediante un ordigno incendiario posto davanti alla vetrata d’ingresso del Istituto. L’azione delittuosa, che poteva portare a conseguenze maggiori, si è limitata  ad un parziale danneggiamento della vetrata di ingresso della banca grazie al pronto intervento di una pattuglia della Polizia Stradale prontamente intervenuta. Anche in questo caso è stato postato, sul sito un comunicato scritto, a firma “Per i compagni caduti o rinchiusi nelle gabbie della società Per un’Internazionale Nera Per l’Anarchia” – “Anarchici per la distruzione dell’esistente”, con il quale veniva rivendicato il posizionamento dell’ordigno incendiario davanti alla sede ravennate dell’Unicredit con esplicito riferimento al “fratello Luciano Tortuga” cui l’azione  è stata dedicata. La rivendicazione conteneva esplicite minacce di nuove ulteriori ed analoghe gesta.

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Altri attentati dimostrativi sono avvenuti nel 2010 e a marzo 2011.

 

terrorismo

1 Commenti

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  • Avatar di beppe

    beppe Wheilà... và a finire che hanno preso l'idiotico/tuttologo/sapientone/arrogante commentatore.
    Spero che dal carcere si possa collegare :-)

    il 2 settembre del 2012