Treno Ravenna-Bologna piccolo e con vagoni chiusi: "Pendolari stipati come bestiame"

Venerdì mattina alle 7.55 il treno 2996 che trasporta i pendolari di Ravenna e Lugo a Bologna si è presentato alla stazione di Ravenna con soli tre vagoni, uno dei quali chiuso ai viaggiatori

I pendolari stipati nel treno di venerdì mattina

Venerdì mattina alle 7.55 il treno 2996 che trasporta i pendolari di Ravenna e Lugo a Bologna si è presentato alla stazione di Ravenna con soli tre vagoni, uno dei quali chiuso ai viaggiatori. Nei due restanti si sono stipati i pendolari che dovevano raggiungere Bologna: tra di loro c'era anche il presidente di Federconsumatori Emilia Romagna, Marcello Santarelli, che utilizza ogni giorno questa tratta e che, ancora una volta, ha potuto constatare direttamente sulla sua pelle lo stato del servizio del trasporto ferroviario regionale.

"Il treno ha raggiunto Lugo, dove i pochi interstizi rimasti si sono riempiti con i corpi dei pendolari lughesi che sono riusciti ad entrare - spiega Santarelli - Altri, vista la malaparata, sono stati costretti a usare i propri veicoli per raggiungere il lavoro, visto che non vi era posto. A quel punto i due vagoni erano stipati all'inverosimile, le persone in piedi, su piattaforme e corridoi con l'aggravante di una porta di uscita dal vagone bloccata. Il treno dei pendolari trasformato in una tradotta bestiame. La situazione, oltre a essere di per sè indecente viste le condizioni nelle quali si viaggiava, aveva anche profili di pericolosità per l'incolumità dei passeggeri. In questo caso la capotreno avrebbe dovuto controllare che le persone in piedi non avessero problemi fisici evidenti, cosa per lei assolutamente improbabile, in quanto era impossibile muoversi attraverso i vagoni. Situazioni come queste in quella tratta come in altre (non se la passano meglio gli emiliani) non sono affatto straordinarie. I pendolari si muovono in mezzo a mille difficoltà, tra ritardi, soppressioni di treni, orari improbabili e affollamenti incredibili, da sempre denunciati da Federconsumatori e oggetto di precise proposte volte al miglioramento del servizio".

Alla Regione Emilia Romagna, in occasione della stipula del nuovo contratto di servizio con la società mista Trenitalia-Tper che si occuperà del servizio ferroviario regionale, Federconsumatori ha chiesto tra l'altro "di accelerare la sostituzione del materiale rotabile obsoleto; i nuovi treni dovrebbero entrare in funzione a partire dalla primavera prossima, prediligendo le tratte fino ad oggi più penalizzate, come quella tra Ravenna e Bologna; che siano inasprite le sanzioni a fronte di disservizi e ritardi, visto che oggi tali sanzioni non scoraggiano il gestore che trova più conveniente pagarle piuttosto che fare gli investimenti necessari a migliorare il servizio; che sia istituito un sistema di conciliazione al quale i viaggiatori possano accedere in caso di contenzioso o ritardi, oggi del tutto inesistente; che gli orari dei treni siano tarati con le esigenze dei viaggiatori, in special modo i pendolari, e che tengano conto anche di chi oggi non si serve del treno per viaggiare perchè tali orari non sono consoni alle proprie esigenze; che il controllo della soddisfazione dei viaggiatori nei confronti del servizio non sia deputato agli stessi gestori o alla Regione, ma alle associazioni dei consumatori, a garanzia della terzietà del rilevamento, come stabilito dalla normativa di legge. La Regione Emilia Romagna e le istituzioni territoriali non possono e non devono perdere il treno per un radicale miglioramento di questo servizio essenziale ai cittadini di questa Regione, nè rinunciare a ricominciare a essere una punta avanzata sul terreno dei diritti di cittadinanza".

Movimento 5 stelle

"Quanto è accaduto a Ravenna dimostra quanto la Regione abbia a cuore l’efficienza dei servizi ferroviari e la qualità dei viaggi dei nostri pendolari. Abbiamo un presidente di giunta e un assessore ai Trasporti che si stracciano le vesti per la Cispadana e altre grandi opere inutili, ma che continuano a ignorare la situazione delle nostre linee ferroviarie". È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, riguardo al disservizio che si è verificato venerdì mattina. "L'episodio di oggi, l’ultimo di una lunga serie, è emblematico dell'abbandono in cui versa addirittura il materiale rotabile, quindi non solo le linee – spiega Bertani - Da anni si promettono treni nuovi, ma non si sa dove siano. O meglio, ormai lo si può immaginare: Donini vuole che arrivino a poche settimane dal prossimo voto regionale, come se fosse un regalo di Babbo Natale, sperando che i pendolari abbocchino anche stavolta. Sulla linea Ravenna-Bologna i disagi di venerdì si sommano a continui ritardi, frequenze insufficienti, materiale invecchiato, tempi identici a quelli di quaranta anni fa. Venerdì c'erano solo due carrozze disponibili rispetto alle 6-8 abituali, ma spesso i passeggeri sono costretti a viaggiare in piedi fino a Imola. La Regione è corresponsabile di questa situazione perché ha sempre rifiutato le nostre proposte per un contratto di servizio con Trenitalia-Tper che preveda serie penali in caso di ritardo o di inadeguatezza evidente dei convogli. Si sente parlare di ferrobonus per le merci, ma dovremmo parlare anche di ferromalus, come per le assicurazioni: ritardi oltre i dieci minuti o condizioni come quelle di venerdì  devono comportare l'immediata restituzione del biglietto, o di percentuale congrua del costo nel caso di abbonamenti".

Nella foto: i pendolari stipati nel treno di venerdì mattina

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