L'annuncio di Conte: "A Ravenna nascerà il più grande centro di stoccaggio di CO2 al mondo"

L'annuncio arriva dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa al termine degli Stati generali: "A Ravenna avremo l'energia blu e l'idrogeno integrati"

"A Ravenna nascerà il più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di CO2". L'annuncio arriva dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa al termine degli Stati generali, che serviranno a definire le politiche italiane per il rilancio post-lockdown. "Sul pilastro della transizione energetica - ha spiegato il premier - è stato molto apprezzato il nuovo progetto "Impresa 4.0 Plus" (progetto di Eni che ha tra gli obiettivi la decarbonizzazione e il maggior sviluppo di parchi fotovoltaici ed eolici, ndr) per rendere strutturali tutti gli incentivi e le agevolazioni alle imprese digitali e green. A Ravenna avremo l'energia blu e l'idrogeno integrati".

Il progetto

Finito in pausa Covid, il piano Eni per l'Italia è infatti pronto a ripartire, e l'estate ormai alle porte si annuncia piuttosto movimentata. A cominciare dal progetto che punta a fare di Ravenna, ormai frenata dal decreto "blocca-trivelle", un polo per lo stoccaggio di CO2. L'ad di Eni Claudio Descalzi lo aveva scritto ai dipendenti agli inizi di maggio, pochi giorni prima di essere riconfermato per il terzo mandato alla guida del gruppo: "La crisi ci porta anche a guardare allo sviluppo di nuove filiere domestiche, a partire dalla valorizzazione dei nostri asset esistenti in Italia. Il rilancio di alcuni filoni domestici avrebbe un chiaro impatto positivo sull'occupazione". Le parole di Descalzi richiamano il progetto più rapido tra quelli previsti nel piano al 2050. Nell'hub di Ravenna sarà possibile convogliare nei campi a gas ormai esauriti dell'offshore adriatico la CO2 catturata dai siti industriali e di generazione elettrica da gas.

"La Carbon capture and storage (la tecnica di confinare l’anidride carbonica sottoterra, ndr) in Italia ha un’opportunità unica nell’area di Ravenna, grazie alla combinazione tra giacimenti offshore esauriti con infrastrutture ancora operative, insieme a centrali elettriche sulla terraferma unitamente ad altri impianti industriali nelle vicinanze. Opportunità unica perché le possibilità di stoccaggio sono enormi, tra 300 e 500 milioni di tonnellate", spiega Descalzi in un video di presentazione del piano strategico di lungo termine al 2050 che punta a una massiccia decarbonizzazione della produzione. Capacità di stoccaggio dell’anidride carbonica nei giacimenti di metano esauriti al largo di Ravenna “enormi”, quindi, e “questo livello - spiega Descalzi - accoppiato al riutilizzo di strutture esistenti e alla vicinanza impianti che emettono, ci permette di mantenere i costi molto competitivi”.

Il tutto permetterebbe, in teoria, di compensare i contraccolpi occupazionali legati alle limitazioni delle estrazioni di gas decise nel nostro Paese, consentendo inoltre il parziale riutilizzo delle tubazioni già esistenti. Ciò detto, “contiamo di terminare gli studi tecnici e le necessarie verifiche del quadro regolatorio per il 2025 e poi passare all’esecuzione”, precisa l’ad del 'cane a sei zampe’.

Il sindaco: "Bene, ma serve un programma chiaro e ben definito"

"La dichiarazione di Conte ci fa molto piacere e siamo pronti ad accogliere tutte le opportunità, ma servono serietà e progetti concreti - commenta il sindaco Michele de Pascale - Ravenna, con il suo altissimo know-how, le infrastrutture, le tecnologie, le competenze e le relazioni acquisite in oltre 60 anni di esperienza nella filiera energetica e dell’economia circolare, può candidarsi a rappresentare l’hub italiano della green energy, un riferimento all’avanguardia nel mondo, ed è pronta a cogliere la sfida, ma chiediamo al governo un programma chiaro e ben definito, ascolto del territorio e un coinvolgimento serio e strutturato degli stakeholder nel processo decisionale. Non a caso qui è la sede di Omc e Rem, eventi internazionali sui temi dell’energia e della green economy che attirano decine di paesi partecipanti da tutto il mondo e già da diversi anni lavoriamo in coordinamento tra istituzioni, attività economiche e sindacali per fare di Ravenna un polo tecnologico di ricerca e produzione di energia sostenibile, nell’ottica di una graduale decarbonizzazione e transizione energetica. Su questo continuiamo a chiedere al Governo un progetto chiaro che tuteli il lavoro e non favorisca solo le importazioni di gas naturale dall’estero".

Bonaccini: "Un progetto altamente innovativo"

"Si tratta di un progetto altamente innovativo in campo energetico e ambientale, che va nella direzione della sostenibilità e di una riconversione produttiva che guarda a quella che per noi è una priorità: la green economy. Ne esce rafforzato ulteriormente il nostro obiettivo di arrivare entro pochi mesi a siglare con tutte le parti sociali in Emilia-Romagna un nuovo Patto per il lavoro e per il clima”. E' il commento del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dell’assessore regionale allo sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla. "Il piano di Eni per la decarbonizzazione, attraverso la cattura e lo stoccaggio di CO2 con lo sfruttamento dei giacimenti esauriti di metano al largo di Ravenna, è un esempio di come l’economia circolare possa diventare un volano di sviluppo e di occupazione per il territorio e il Paese. L’Emilia-Romagna è nelle condizioni di porsi come hub internazionale della transizione verso la green economy, attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile, in Europa e nel mondo. Potendo contare sul ‘fare sistema’ tra istituzioni, parti sociali, operatori privati nei territori e le grandi professionalità che qui sono presenti, a partire proprio dal comparto ravennate dell’energia".

Di Maio: "Una straordinaria opportunità"

"Ho ascoltato la conferenza stampa del presidente Conte al termine delle consultazioni con tutte le categorie economiche, sociali e culturali - commenta il deputato romagnolo Marco di Maio - Ho trovato di grande importanza per l’Italia e la Romagna l’idea di realizzare a Ravenna il più grande centro mondiale di cattura e stoccaggio di CO2. Un investimento sul futuro del Paese e una straordinaria opportunità per la nostra terra. Ora subito al lavoro per dare concretezza a questo piano".

Margotti: "Ravenna ha tutte le carte in regola per cogliere questa sfida"

"Siamo molto soddisfatti e auspicavamo da tempo la conferma per la realizzazione del centro di stoccaggio di CO2, il più diffuso dei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici, a Ravenna, conferma arrivata domenica dal presidente Conte - commenta il consigliere Pd Lorenzo Margotti - Ravenna ha tutte le carte in regola per cogliere questa sfida e credere nel percorso di transizione energetica, che saremo in grado di mettere a disposizione di tutto il nostro Paese. A conferma di ciò è utile ricordare le due importanti manifestazioni che si svolgono a Ravenna, Rem e Omc, che già da diversi anni pongono in evidenza le nuove sfide legate all’energia. Dentro a questo progetto serve il coinvolgimento di tutto l'indotto ravennate, un grande patrimonio di professionalità, tecnologia e specializzazione riposto nei lavoratori e nelle imprese del distretto energetico".

Bessi: "Siamo all'altezza della sfida"

"Abbiamo lavorato alacremente in questi anni - dichiara il consigliere regionale Gianni Bessi - affinché Ravenna e l'Emilia-Romagna con l’ecosistema industriale, le relazioni e le competenze che hanno saputo creare potessero diventare il polo tecnologico a livello europeo e mondiale per l’energia sostenibile. Il mix di gas naturale e fonti rinnovabili, il recupero e riciclo dei materiali e le nuove tecnologie sono una sfida che l'Italia non può perdere, e la nostra città e la nostra regione possono essere al centro della transizione energetica. Un grande lavoro è stato presentato in questi anni dalla manifestazione Omc, con Eni e insieme all’imprenditoria locale, al nuovo hub portuale e alle amministrazioni. Siamo all'altezza della sfida dell'economia circolare. del new green deal europeo".

Mingozzi: "Bene, ma non dimentichiamo l'offshore"

"Pensare a Ravenna ed al suo apparato industriale come sede di un grande centro di stoccaggio CO2 è certamente un'idea straordinaria, capace di utilizzare infrastrutture e tecnologie riconvertibili per l'immagazzinamento - afferma Giannantonio Mingozzi di Tcr - si può così concretizzare l'idea di un polo tecnologico, sostenuto da istituzioni, Eni, università, industria ed imprenditoria portuale capace di differenziare ulteriormente i propri studi ed investimenti occupandosi anche di  transizione energetica e risorse di nuova generazione. Come hanno ben sottolineato sindaco e presidente della Regione nei loro apprezzamenti, occorre anche un progetto chiaro che tuteli il lavoro e non favorisca solo l'importazione di gas naturale dall'estero. Ma non dimentichiamo l'insieme delle aziende che compongono l'industria ravennate e nazionale dell'offshore, che debbono riprendere l'attività di estrazione di risorse energetiche in Adriatico e contribuire così a mantenere una quota di occupazione, di reddito e di movimentazione in ambito portuale ancora fondamentale per l'economia ravennate. Spero che il rinnovato interesse su Ravenna determinato dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte sulle nostre capacità di stoccaggio negli impianti ormai esauriti sia capace anche di ridare speranza alle imprese del settore per la piena ripresa di attività e manutenzioni, cosi come si sono augurati Comune, Eni e i cittadini presenti alle varie manifestazioni in difesa del comparto".

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Pri: "Passare dagli annunci alle realizzazioni"

"La comunicazione del premier Conte di prevedere un deposito di stoccaggio di CO2, il più grande al mondo, nei giacimenti di gas metano in via di esaurimento al largo della nostra costa, rappresenta una grande e preziosa opportunità che va colta dalla comunità ravennate - commentano Chiara Francesconi e Stefano Ravaglia, rispettivamente capogruppo e segretario comunale del Partito repubblicano italiano di Ravenna - La preoccupazione dei repubblicani per le difficoltà di un settore strategico come quello dell’oil&gas trovano in questa proposta, una risposta positiva che riconosce, oltre alle peculiarità del territorio, il patrimonio di conoscenze acquisite dalle aziende e dal loro personale qualificato. Al di là della collocazione verso l’attuale Governo da parte delle varie forze politiche, è necessario che tutta la città faccia squadra e segua la cosa affinché dagli annunci si passi ai progetti e alle realizzazioni".

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