Più longevi, ma troppi morti sulle strade: la fotografia del benessere equo-sostenibile della Provincia

Le condizioni di salute a Ravenna sono buone, secondo il Bes: i cittadini ravennati continuano ad essere più longevi rispetto alla media nazionale e regionale

La pubblicazione del rapporto "Il benessere equo e sostenibile delle Province" giunge alla sua quinta edizione. Il progetto "Bes delle Province" nasce nel 2013, da un’idea della Provincia di Pesaro-Urbino, con la finalità di disegnare un Sistema Informativo Statistico (SIS) per la misurazione del benessere equo e sostenibile, a supporto della programmazione e rendicontazione degli Enti di area vasta. Il “Bes delle Province” è un progetto all’interno del quale collaborano venti amministrazioni provinciali e sette città metropolitane. Gli indicatori del Bes delle Province, in tutto 73, spaziano in 11 dimensioni: Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi.

“Per la provincia di Ravenna – dichiara il presidente Michele de Pascale – gli indicatori danno segnali di miglioramento e testimoniano in generale un buon livello di benessere diffuso. La nostra provincia si conferma sempre un territorio molto accogliente nei confronti di famiglie con figli piccoli grazie ai servizi per l'infanzia che risultano il doppio della media nazionale, così come dà soddisfazione il livello di istruzione e formazione dei nostri ragazzi. Probabilmente anche questo è alla base di altri dati positivi, come il forte impegno nella partecipazione e nelle relazioni sociali. Sicuramente come territorio dobbiamo invece lavorare sia livello locale che nazionale per investire di più nella messa in sicurezza delle nostre strade e per il continuo miglioramento delle performance ambientali".

Le condizioni di salute a Ravenna sono buone, secondo il Bes. I cittadini ravennati continuano ad essere più longevi rispetto alla media nazionale e regionale: 81,5 è la speranza di vita alla nascita per i maschi, 85,6 per le donne. Favorevole la situazione di salute relativa alla popolazione anziana. Nonostante l’impegno profuso dalla Provincia di Ravenna sul fronte della sicurezza stradale, invece, permangono ancora alcuni segnali di preoccupazione: il tasso di mortalità per incidente di trasporto (15-34 anni) rimane ancora elevato rispetto agli altri contesti territoriali. La provincia si presenta con un profilo di benessere, legato alla dimensione “istruzione e formazione”, in generale miglioramento e buono rispetto agli altri ambiti territoriali. Nella misurazione dei livelli di competenze funzionali, rilevata attraverso le indagini Invalsi, i giovani ravennati ottengono punteggi medi superiori al valore regionale e nazionale. Per le abilità alfabetiche il punteggio è superiore di 6 punti rispetto al dato nazionale, per quelle numeriche la differenza sale a 12,6 punti. Per quanto riguarda il tema del lifelong learning, l’area ravennate è caratterizzata da una rilevante percentuale di persone in età lavorativa in formazione permanente, superiore al valore regionale e nazionale. Rimane comunque lontano l’obiettivo di Europa 2020, per cui è previsto che almeno il 15% degli adulti dovrebbe partecipare all’apprendimento permanente. L’andamento positivo risulta diffuso tra gli indicatori del dominio ”Lavoro e Conciliazione dei tempi di vita”, mentre l’unico elemento di preoccupazione è rappresentato dall’indicatore sugli infortuni. In particolare il tasso di occupazione (72,9%) risulta superiore a quello nazionale di quasi 10 punti percentuali, così come rimane particolarmente basso rispetto alla media italiana il tasso di mancata partecipazione al lavoro.

La situazione dei ravennati sul fronte economico si conferma positiva: il reddito lordo pro capite pari a 16.473 è superiore di 2.250 euro rispetto alla media nazionale. L’importo annuo delle pensioni, inferiore al valore regionale, rimane superiore al valore nazionale del 2% e la percentuale dei pensionati con basso importo è inferiore a tutti i contesti territoriali esaminati. In generale risultano positivi anche gli indicatori delle relazioni sociali. Discreti gli indicatori utili alla valutazione della piena accessibilità degli edifici scolastici. Non trascurabile, seppure inferiore agli altri contesti, la percentuale di stranieri in possesso di permesso di soggiorno. Rimane forte l'impegno nella partecipazione sociale. In merito alla dimensione “Politica ed Istituzioni”, a livello comunale si registra un’ottima performance raggiungendo la Gender Balance Zone (percentuale di donne elette compresa tra il 40% e il 60%). Anche la percentuale di giovani (<40 anni) sul totale degli amministratori comunali di origine elettiva resta superiore agli altri contesti. Sotto il profilo della governance locale, risulta ridimensionata la capacità di riscossione provinciale rispetto agli altri contesti territoriali, mentre la capacità comunale si alza, risultando in linea con il dato regionale e superiore a quello nazionale.

In tema di sicurezza, fatta eccezione per il tasso di omicidi (nullo nel 2017) gli indicatori della criminalità risultano in generale superiori alla media italiana. Non del tutto confortanti anche gli altri indici in tema di sicurezza stradale. In generale buoni gli indicatori relativi alla dimensione paesaggio e patrimonio culturale. Ravenna, con i suoi otto monumenti iscritti nella Wold Heritage List, consta di 239 visitatori degli istituti statali di antichità ed arte per km quadrato con un valore ben al di sopra del regionale e nazionale. Importante la diffusione sul territorio provinciale delle aziende agrituristiche, leggermente superiore al valore regionale e di poco inferiore al dato nazionale. Ridotta la sola percentuale relativa alla densità di verde storico e di parchi urbani di notevole interesse pubblico (D.LGS 42/2004 e s.m.). Si registrano miglioramenti negli indicatori della dimensione ambiente. In aumento la disponibilità media di aree verdi nei comuni capoluogo, superiore agli altri contesti. Buono l’indicatore relativo alla qualità dell’aria: il valore limite previsto per il Biossido di azoto è rispettato. Diminuiscono i consumi di elettricità per uso domestico (kwh per abitante), seppure il dato risenta negativamente dei consumi legati ai flussi turistici nei mesi estivi, risultando più elevato rispetto agli altri contesti. Rimane elevata la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Risulta alto l’indicatore relativo al conferimento in discarica, risentendo, però, dell'afflusso in discarica di rifiuti provenienti dalle province limitrofe (con l’entrata in vigore della L.R. 23/2011, l'ambito ottimale di riferimento per lo smaltimento dei rifiuti è diventato regionale).

La capacità di innovazione tecnologica ravennate si colloca sopra al livello nazionale, ma in ritardo rispetto al contesto regionale. Mentre a livello nazionale l’Italia paga un gap rispetto agli altri paesi UE28, la regione Emilia-Romagna risulta fra le regioni a più alta intensità di ricerca ed alta propensione alla brevettazione. In generale, emergono alcune criticità per il tema Ricerca e Innovazione: la sola incidenza dei brevetti nel settore ICT è superiore al valore regionale e prossima al valore nazionale. In generale è buona la qualità dei servizi del territorio ravennate. Il 27% dei bambini tra 0-2 anni ha usufruito di servizi pubblici per l’infanzia contro il 12,6% a livello nazionale (dunque più del doppio del dato italiano); così come è particolarmente basso l’indicatore relativo all’emigrazione ospedaliera in altra regione. Rimane basso il numero medio annuo per utente delle interruzioni del servizio elettrico senza preavviso. Non eccellenti gli altri indicatori: rimangono in effetti inferiori agli altri contesti la percentuale di raccolta differenziata e il numero di posti-km per abitante, mentre rimane elevato l’indice di sovraffollamento degli istituti di pena.

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