Porto, tentativo "disperato" per l'escavo dei fondali: le previsioni delle tempistiche

Il presidente dell'Autorità di sistema portuale Daniele Rossi ha presentato il progetto per l'approfondimento dei fondali nel porto di Ravenna, dopo la richiesta da parte dei gruppi d'opposizione di convocare una seduta per discutere di un intervento in stallo da sette anni

"Spero che questo sia il primo di una serie di incontri, perchè ad oggi ancora non abbiamo risposte definitive". Con molta franchezza il presidente dell'Autorità di sistema portuale Daniele Rossi inizia la presentazione del progetto per l'approfondimento dei fondali nel porto di Ravenna, dopo la richiesta da parte dei gruppi d'opposizione di convocare una seduta per discutere di un intervento "in stallo da sette anni", come ha ricordato il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. Il presidente, durante il consiglio comunale di martedì, ha presentato il progetto attuale - che coincide con quello preliminare già approvato nel 2012, ma con una diversa modulazione delle fasi - che ha ricevuto finanziamenti dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per 60 milioni di euro e dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) per 120 milioni, oltre ai 40 milioni di risorse proprie. "La Bei ha confermato proprio oggi la volontà di finanziare il progetto, quindi siamo fiduciosi - commenta Rossi - Se dovesse mancare questo finanziamento, l'intero progetto sarebbe a rischio".

Ricostruito il fallimento del "progettone" ipotizzato dal suo predecessore Galliano Di Marco, dovuto anche all'inchiesta della Procura, al nuovo codice dei contratti che ne impone "una quasi totale revisione" e al decreto dragaggi che sta impegnando l'autorità portuale su un migliaio di analisi e un centinaio di test di laboratorio, il presidente ha illustrato la nuova versione dell'hub portuale. "L'intervento, in due stralci, prevede per il primo lo svuotamento delle casse di colmata Nadep per materiale da piattaforma logistica; l'escavo fino a 13,50 metri del canale Marino e dell'avamporto; a 12,50 del Candiano fino alla darsena San Vitale e del canale Baiona; il rifacimento di quasi tutte le banchine di sinistra e di quella in penisola Trattaroli. Per il secondo stralcio le banchine di destra, per le quali le soluzioni tecniche non sono ancora state individuate e lo svuotamento delle casse di colmata per i nuovi dragaggi. In tutto saranno mobilitati quasi cinque milioni di metri cubi di fanghi: 900mila di svuotamento delle casse, due milioni a mare e altrettanti a terra". In parallelo l'autorità sta sviluppando un progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento dei materiali draganti, grazie al quale in una seconda fase si potrà ottenere una maggiore profondità. "Stiamo lavorando intensamente da mesi nel tentativo quasi "disperato" di rispettare le tempistiche, per consegnare il progetto definitivo entro settembre al Ministero dei trasporti e delle infrastrutture - prosegue il presidente - Stiamo dedicando grande attenzione non solo agli aspetti ingegneristici, ma anche a quelli legali. Siamo convinti che non siano necessarie altre valutazioni di impatto ambientale, ma saranno i legali a darci una garanzia e se sarà necessario farle le faremo. Se questo dovesse allungare le tempistiche del progetto, ce ne faremo una ragione".

Per quanto riguarda il cronoprogramma delle attività, a metà settembre verrà consegnato al ministero il progetto definitivo per avviare le procedure autorizzative; entro gennaio del 2018 dovrebbe arrivare l'approvazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dopo due mesi quella del Cipe. Così tra marzo e aprile il progetto potrà essere messo in bando di gara alla ricerca, molto probabilmente, di un "general contractor", in grado di dare maggiori garanzie sulla responsabilità rispetto agli appalti separati. Tra settembre e ottobre 2018 ci sarà l'affidamento del contratto di lavoro, dopodichè serviranno quattro mesi per la progettazione esecutiva, per partire finalmente con i lavori a gennaio 2019. La fine della realizzazione del "mega-progetto" è prevista per dicembre 2023. "Sul quadro economico - conclude Rossi - che ancora non ha una grande attendibilità, immaginiamo di poter restare nei 220 milioni di euro previsti inizialmente: 170 per gli interventi strutturali e per i dragaggi, 17 per interventi vari e 30 per gli espropri".

Ancisi, chiudendo il dibattito, ha chiesto al presidente Rossi di ricevere un supplemento di informazioni, che probabilmente arriveranno nel corso dei futuri incontri auspicati da Rossi. "Se adeguatamente informato il consiglio comunale - ha concluso Ancisi -  ha gli strumenti per affiancare e collaborare col presidente Rossi perché le problematiche che condizionano l’operato dell’Autorità Portuale, siano superate".

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