Cervia, progetto "spiagge sicure": ecco le ordinanze sul contrasto all’abusivismo

Oltre ai 31 agenti che pattuglieranno tutti i giorni l’arenile con l’aiuto di 4 gazebo sulla spiaggia, il sindaco ha firmato anche le due ordinanze per dare ulteriori strumenti di legge alle forze dell’ordine per contrastare l’abusivismo e le case dormitorio

FOTO DI REPERTORIO

Progetto legalità e spiagge sicure: il sindaco di Cervia Luca Coffari ha firmato le ordinanze sul contrasto all’abusivismo e appartamenti dormitorio. Oltre ai 31 agenti che pattuglieranno tutti i giorni l’arenile con l’aiuto di 4 gazebo sulla spiaggia, il sindaco ha firmato anche le due ordinanze per dare ulteriori strumenti di legge alle forze dell’ordine per contrastare l’abusivismo e le case dormitorio con decine e decine di soggetti che spesso poi praticano la vendita abusiva. Le ordinanze sono state condivise con la Prefettura ed in sede di Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica.

"Faremo particolare attenzione all’informazione ai turisti – dichiarano Coffari e l’assessore alla Sicurezza Gianni Grandu -, infatti in ogni passerella che va al mare, grazie alla collaborazione della Coop Bagnini, sarà installato un apposito cartello che informa del divieto di acquisto di prodotti e servizi dai venditori abusivi e della sanzione educativa. Inoltre ci saranno gli appositi messaggi sulla fono spiaggia e grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria verranno distribuiti agli alberghi le locandine informative. Quest’anno passiamo dai 9 agenti dell’estate 2015 ai 31 agenti del 2016, uno sforzo senza precedenti, che se verrà supportato dalla forze dell’ordine e dai turisti, smettendo di acquistare, potrà davvero dare un colpo significativo all’abusivismo, garantendo legalità e sicurezza sulle spiagge e nella città".

L'articolo 1 dell'ordinanza, prevede il divieto di contrattazione e acquisto di merce (borse, teli, fiori, braccialetti, occhiali ed altro) o servizi (massaggi, treccine o altri trattamenti), con sanzione educativa di 25 euro. L'articolo 2 riguarda le "misure di prevenzione contro l’abusivismo commerciale da attuare da parte dei gestori di attività" e recita così: "Gli stabilimenti balneari ma anche altre attività dovranno monitorare le aree in concessione o proprietà (cabine, magazzini, depositi, spogliatoi ecc) affinchè tali ambiti non siano utilizzati a deposito/vendita di merce, anche se non contraffatta da parte di soggetti non autorizzati. Qual’ora le forze dell’ordine attestino che le attività sono compiacenti oltre alla sanzione economica scatta l’immediata chiusura dell’attività per 2 giorni, oltre alle sanzioni penali".

L'articolo 3 riguarda il "contrasto alle attività economiche che fungono da depositi merce per soggetti che operano la vendita abusiva": "se le Forze dell’Ordine accertano che tali attività (spesso empori etnici), risultassero luoghi di deposito o di fornitura merce, contraffatta e non (dunque anche merce di modesto valore) oppure “luogo di partenza o base operativa” per i soggetti che svolgono vendita non autorizzata, potrà essere disposta dal sindaco quale autorità locale di Polizia la sospensione dell’autorizzazione dell’esercizio per un massimo di giorni 20 consecutivi".

L'articolo 4 fa riferimento alle "misure di prevenzione contro il trasporto e la detenzione di merce destinata alla vendita abusiva". "Per contrastare le attività di vendita in aree e da soggetti non autorizzati, negli spazi ed aree pubbliche dalla ferrovia all’arenile, ivi compreso quest’ultimo, sono vietati il trasporto e la detenzione senza giustificato motivo di mercanzia contraffatta e non, in molteplici pezzi, anche di modico valore (ad esempio rose, bigiotteria, cappelli, monili, occhiali, giocattoli o altre piccoli prodotti), verosimilmente destinata alla vendita in modo irregolare, mediante furgoni o auto che fungono da deposito mobile che potranno se le forze dell’ordine lo ritengono essere rimosse, oppure trasportandola addosso o tramite sacchi di grandi dimensioni", si legge.
 
L’ordinanza numero 12/2016, invece, "mira a colpire gli appartamenti dormitorio, che diventano covo di decine e decine di soggetti: si applica al proprietario, al locatore o al locatario dell’immobile la sanzione di 300 euro, per ogni persona in eccedenza rispetto ai parametri indicati dal Decreto Ministeriale del 5 luglio del 1975. L’organo accertatore, all’atto dell’accertamento e della contestazione della violazione, diffida verbalmente i trasgressori a sgomberare, entro 3 giorni, l’abitazione dalle persone eccedenti; la diffida va inoltrata per iscritto anche al proprietario; in caso di ulteriore accertato sovraffollamento, il Comune potrà applicare la sanzione accessoria dello sgombero coattivo dell’abitazione da parte delle persone che vi alloggiano, disponendo il sequestro ai sensi dell’articolo 13 della Legge 689/1981".
 

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