Martedì pomerggio un agente della Polizia Penitenziaria in servizio a Ravenna è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per ferite riportate a seguito di una aggressione da parte di un detenuto extracomunitario con una prognosi di 30 giorni. E' quanto riferisce Pasquale Giacomo, del Coordinamento Provinciale di Ravenna della UIL PA – Penitenziari, il quale ha ricostruito come si sono svolti i fatti.
“L’Agente aggredito cercava di far entrare un detenuto extracomunitario nella propria cella all’inizio della socialità serale – afferma Pasquale – ma questi incurante degli inviti dell’Agente l’ha aggredito spintonandolo per terra e minacciandolo con delle lamette in uso alla popolazione detenuta.
Fino ad oggi l’Amministrazione non è stata capace nè di fare uno sfollamento adeguato alla struttura Ravennate (127 detenuti a fronte di una capacità di 56 detenuti) nè di incrementare seriamente l’organico. E purtroppo in prima linea, come al solito, ci saranno solo le donne e gli uomini della polizia penitenziaria".
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"Per questo – conclude Giacomo ‐ la UIL si appella, per l’ennesima, volta al Ministro Severino e al Capo del DAP perché diano un tangibile segno di vicinanza e solidarietà al personale, quanto mai svilito e demotivato, con uno sfollamento di detenuti e con l’assegnazione di unità di polizia magari cominciando a restituire ai reparti di provenienza quelle unità che puntualmente spariscono nei meandri e nei corridoi dei palazzi romani e dei vari Provveditorati. E sono tante".









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1 Commenti
Feedbeppe Poveracci ( gli agenti) vivono a contatto con i carcercati per uno stipandio appena dignitoso, e le ns "autorità" tanto per cambiare se ne sbattono altamente