Ravenna in lutto, è morta la figlia di Nullo Baldini

La figlia di Nullo Baldini, signora Maria Luigia Nitti , detta Pimpa, è scomparsa giovedì. Il presidente della Provincia, Claudio Casadio, esprime il cordoglio della comunità provinciale

La figlia di Nullo Baldini, signora Maria Luigia Nitti , detta Pimpa, è scomparsa giovedì. Il presidente della Provincia, Claudio Casadio, esprime il cordoglio della comunità provinciale, così come il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci: “Maria Luigia Baldini – ricorda Matteucci - era una donna forte, brillante, coraggiosa,  impegnata sul versante politico e sociale come dimostra tutto il suo lungo  percorso di vita. Un percorso che  si è intrecciato per una legislatura con la vita amministrativa del Comune di Ravenna, essendo stata  Maria Luigia Nitti Baldini  eletta in Consiglio comunale nel 1983. Con lei scompare una testimone  importante della nostra storia. La sua morte ci addolora profondamente”.  

La signora Nitti, nel settembre del 2010 aveva fatto pervenire al presidente  Francesco Giangrandi, in occasione dell'inaugurazione della ristrutturata sala intitolata a suo padre, all'interno del Palazzo della Provincia, un messaggio di saluto che in questa triste occasione assume un significato particolare. Il 10 marzo scorso aveva festeggiato i 101 anni. Il Presidente della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna, Lorenzo Cottignoli, le inviò un caloroso messaggio ricordando la sua vita dedita alla conquista della democrazia, dell’emancipazione sociale e alla realizzazione di quei valori paterni che non ha mai smesso di seguire. “Le sue uscite pubbliche si erano da poco diradate – spiega con commozione e affetto Lorenzo Cottignoli – ma pensiero e parole erano comunque fluenti e senza incertezze sempre ispirate ai valori della cooperazione e alla memoria e all’esempio del padre Nullo”.

I tre presidenti – Cottignoli, Monti e Solaroli – nell’esprimere il cordoglio per l’accaduto  sottolineano: “È sempre stata una donna con una forte responsabilità, decisa e ironica, con principi e ideali da onorare. Rappresenta e resta per tutti noi un grande riferimento etico e morale”. Cottignoli partecipò anche alla festa del centesimo compleanno di Maria Luigia Baldini, il 10 marzo del 2011, volendo testimoniarle la stima, l’affetto e l’amicizia di tutta la cooperazione ravennate. Una realtà alla quale Maria Luigia Baldini è stata sempre legata, non soltanto da irripetibili ricordi, ma anche dal confronto vivo e vibrante sui temi attuali. “Una persona capace di interpretare, capire e attualizzare il pensiero del padre – così descrivono Maria Luigia Baldini Cottignoli, Monti e Solaroli - dando a questa data il valore di contrassegno del tempo e della storia che mette in evidenza il pensiero politico ed economico del fondatore della Federazione delle Cooperative, Nullo Baldini”.  

 La storia di Maria Luigia Nitti Baldini - Maria Luigia Baldini nasce a Ravenna nel 1911; si laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, con una brillantissima tesi di Diritto Romano. Per sfuggire al regime fascista si trasferisce a Parigi, per laurearsi in Lettere frequentando poi la prestigiosa Ecole des Chartes della Sorbona. Nel dopoguerra è animatrice nelle file socialiste dell’UDI e consigliere comunale a Ravenna come indipendente di sinistra. Abita in via Mazzini al n. 20 in una vecchia casa, poco lontana dalla sede della Federazione delle Cooperative situata in piazza Arcivescovado. Dai suoi ricordi, vivissimi e precisi, emergono diversi episodi della sua fanciullezza: le visite al padre, quando lo aspettava al termine del suo lavoro, le passeggiate per le vie cittadine come quella interrotta bruscamente da un bombardamento austriaco durante il primo conflitto mondiale. Arriva poi l'esilio a Parigi con il padre Nullo Baldini. In Francia si laurea in lettere e successivamente si specializza in letteratura francese alla Sorbona. Durante l'esilio è a contatto con gli esiliati politici italiani in particolar modo con i socialisti riformisti e altri antifascisti che, nella capitale francese, hanno rinsaldato amicizie e collaborazioni. Per questi motivi viene sorvegliata dai servizi segreti e Maria Luigia Baldini diventa ben presto titolare di un fitto rapporto segnaletico da parte dell'Ovra. A Parigi conosce e sposa il terzo figlio di Francesco Saverio Nitti,

Giuseppe, avvocato, che nel dopoguerra sarà deputato al Parlamento nella prima legislatura, iniziata nel '48, per il Partito Liberale. "Pimpa" perseguirà le idee del socialismo riformista del padre, scomparso prima di aver visto raggiunto il duplice traguardo del suffragio universale e della nascita della Repubblica. Per Maria Luigia Baldini il voto alle donne rappresenta lo stimolo per un rinnovato impegno politico e sociale all'interno dell'UDI (Unione Donne Italiane). Dal quegli anni del dopoguerra, vive a Roma ma torna a Ravenna frequentemente anche se la casa di via Mazzini non c'è più. Ogni estate nella grande casa della sorella Italia e del cognato Ferruccio Giardini a Godo. Negli anni ‘80 è stata eletta Consigliere Comunale a Ravenna ed ha partecipato per l’intera legislatura alle principali sedute del Consiglio quando Sindaco era Giordano Angelini. Il suo impegno sociale, l'interesse per l'economia cooperativa la portano a offrire il suo appassionato contributo alle iniziative che studiano ed analizzano il ruolo ricoperto da suo padre alla presidenza della Federazione delle Cooperative di Ravenna. "Pimpa" era una donna anticonformista, moderna, informata. Viveva a Roma, al quartiere Nomentano nei pressi di Piazza Bologna

Ecco la lettera completa:
"Sono molto lieta di essere presente, benché lontana, a questa manifestazione per la riapertura della sala Nullo Baldini ristrutturata.
Lieta e orgogliosa. Se l’orgoglio è un peccato, io sono una peccatrice, in quanto sono fiera e orgogliosa della figura di mio padre.
E sono lieta perché questa manifestazione mi permette di rendere, per così dire, pubblico, un giudizio su mio padre che mi è stato riferito da Arrigo Boldrini.
Fu in occasione di un incontro sul mondo della cooperazione. Arrigo Boldrini fu un cooperatore e fu un fiero difensore della cooperazione davanti a un Palmiro Togliatti che la voleva distruggere.
Arrigo Boldrini mi disse, in occasione dei rari incontri sul mondo della cooperazione - incontri rari ma ricchi di parole - che lui , giovane diplomato , era stato assunto da una cooperativa agricola. L'atmosfera che si respirava in quella piccola cooperativa lo aveva subito entusiasmato. Gli aveva fatto amare il mondo della cooperazione, poiché vi aveva trovato una costante collaborazione e uno spirito di eguaglianza tra i soci, di vera fratellanza.
Mi disse che, entrato come giovane perito agrario - certamente c’era già in lui, in nuce, il partigiano Bulow antifascista - insieme all’ammirazione per il mondo cooperativo, era incuriosito dalla persona che questo mondo cooperativo aveva creato  e che poi da questo stesso mondo che lui aveva creato era stato cacciato via dal fascismo.
Era sempre più curioso e sempre più domandava ai vecchi braccianti che lo avevano conosciuto, chi fosse Nullo Baldini. Da tutti riceveva un’uguale risposta: l’era un gran galantòman".

Maria Luigia Nitti Baldini detta Pimpa
29 settembre 2010

 

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