Reddito e pensione di cittadinanza, al via le domande: niente assalti a Poste e Caf

E' il "D-day" per il reddito e la pensione di cittadinanza: è partita infatti la procedura per presentare la domanda per questo nuovo tipo di sussidio che sostituisce il precedente chiamato Rei

E' il "D-day" per il reddito e la pensione di cittadinanza. Da mercoledì, infatti, è partita la procedura per presentare la domanda per questo nuovo tipo di sussidio che sostituisce il precedente chiamato Rei. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i tre diversi moduli per richiedere il reddito o la pensione di cittadinanza, che sono composti di quattro pagine di spiegazioni e di cinque pagine da compilare.

Niente assalti a Caf e uffici postali

Tra incertezze e dubbi, i ravennati si sono recati nei Centri di Assistenza Fiscale (Caf) e agli uffici postali, tuttavia senza l'accalcamento previsto un po' in tutta Italia. Mercoledì mattina situazione tranquilla nell'ufficio postale centrale di piazza Giuseppe Garibaldi, a Ravenna. Stessa cosa nella sede della Cisl di via Vulcano, dove si prevedeva l'arrivo di oltre mille persone: "A mezzogiorno gli appuntamenti presi erano 136 - spiegano dalla sede ravennate - per un totale in tutta la Cisl Romagna di 538". Situazione ancora più tranquilla alla Cgil: "Non c'è stato l'assalto che ci aspettavamo - spiega Manuela Trancossi, responsabile del Caf Cgil - Tra persone venute in sede e telefonate al centralino parliamo al massimo di una decina di persone. Abbiamo spiegato a tutti coloro che hanno già fatto l'Isee da noi ed è risultato inferiore 9.360 euro che a partire dal 18 marzo li contatteremo per prendere appuntamento, poi verificheremo gli altri requisiti. A chi invece non ha ancora fatto l'Isee diamo appuntamento per farlo, stiamo predisponendo tre linee che faranno solo le domande di reddito e due che telefoneranno per gli appuntamenti. A oggi, in base agli Isee fatti da noi, abbiamo contato quasi 3000 persone che avrebbero diritto a richiederlo". "Tra telefonate ricevute e persone che in giornata si sono presentate in sede avremo ricevuto circa un centinaio di richieste - spiega infine Maria Licata, responsabile del Caf Uil - In otto ore il telefono non ha mai smesso di suonare, ma molte erano semplici richieste di informazioni".

Dunque numeri contenuti, se si prendono in considerazione le prime stime che parlavano di 'boom' di richieste e di 'corsa' per rientrare - anche con metodi discutibili - tra coloro che possono far domanda per ottenere il reddito di cittadinanza.

I prossimi step

I requisiti, infatti, restringono molto la platea di aventi diritto: "Bisogna partire proprio dall’Isee – spiega Michele Mancini, responsabile del Caf Cisl Romagna – perché si può accedere al reddito o pensione di Cittadinanza solo se si ha un valore Isee non superiore a 9.360 euro. Ma non è finita qui: occorre anche che siano rispettati altri parametri riguardanti la casa di abitazione, i depositi bancari o postali e il reddito famigliare". Le prossime tappe: entro la fine di marzo la raccolta delle domande. Dal 25 marzo al 15 aprile l’invio dei moduli all’Inps: i potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza conosceranno l'esito delle domande presentate a partire dal 15 aprile, mentre qualche giorno più tardi, il 19 aprile, l'Inps inizierà a inviare le card su cui verranno accreditati i soldi.

Ma quanti soldi verranno accreditati sulla "rdc card"? Secondo le stime dell'Ufficio parlamentare di bilancio, per una famiglia su quattro il reddito sarà inferiore a 1000 euro l'anno, ovvero meno di 83 euro al mese. Solo il 5,5% riceverà più di 6.000 euro. Il beneficio procapite, secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, è invece stimato tra i 2.100 e i 2.200 euro. Diverse le stime rese note dall'Istat: secondo l'istituto di statistica i beneficiari dovrebbero ricevere in media 5.053 euro annui, ovvero 421 euro al mese, ma per un quarto delle famiglie l'assegno sarà inferiore a 160 euro al mese. 

Cos'è il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l'inclusione sociale. Il Reddito di cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, dei seguenti requisiti.

Cos'è la Pensione di Cittadinanza

La pensione di cittadinanza consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore dei nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno compiuto l’età pensionabile (dal 2019, pari a 67 anni), quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. In caso di nuclei già beneficiari del reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza decorre dal mese successivo a quello del compimento del 67esimo anno del componente del nucleo più giovane. È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini della pensione di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente, con affitto o mutuo a carico: questa è la soglia di povertà definita da Eurostat nel 2014. Per i nuclei con più componenti, il reddito è maggiorato. In parole semplici, la pensione di cittadinanza consiste in una sorta d’integrazione al minimo della pensione, non più pari a 507,42 euro mensili (513 euro dal 2019), più eventuali maggiorazioni, ma sino a 780 euro mensili. Un’integrazione al minimo universale, però, che spetterà non soltanto per le prestazioni di previdenza (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di reversibilità…), ma anche per le prestazioni di assistenza (pensione d’invalidità civile, assegno sociale…). A differenza dell’integrazione al minimo, però, per il diritto alla pensione di cittadinanza si deve far riferimento all’indicatore Isee, in pratica all’indice che “misura la ricchezza” delle famiglie, e a numerosi requisiti patrimoniali, oltreché reddituali.

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