"Igor il russo è ancora qui": ora anche i droni a caccia del killer dai mille volti

Sono tanti i conoscenti del killer, tra cui anche una persona di Lugo, che sono stati sentiti dagli inquirenti e che hanno descritto l'assassino come una persona disposta a tutto pur di non tornare in carcere

Una foto di Igor tratta da uno dei suoi presunti profili Facebook

C'è chi dice che si sia spostato verso Lugo e chi lo dà già in fuga verso l'est, ma i carabinieri non hanno dubbi: Igor il russo - o Ezechiele il serbo, o Norbert Feher o uno dei tanti alias assunti dal killer - è ancora nascosto fra le boscaglie tra Campotto (Ferrara) e Molinella (Bologna). Una zona non facile, perfetta per un fuggiasco, piena di sterpame, arbusti e casolari abbandonati che i militari stanno perlustrando uno a uno. I cani molecolari hanno annusato nuove tracce, perse in prossimità di canali e specchi d'acqua. Avrà utilizzato questi canali per sfuggire ai militari? Tutto è possibile: tutti i conoscenti di Igor ascoltati nei giorni scorsi hanno descritto l'assassino come una persona disposta a tutto pur di non tornare in carcere, in grado di sopravvivere nella natura più selvaggia nutrendosi di erbe selvatiche e vivendo nel fango. Sono tanti i conoscenti del killer che sono stati sentiti dagli inquirenti in questi giorni, tra cui anche una persona di Lugo.

Neanche gli elicotteri sono riusciti a stanare l'assassino del barista di Budrio Davide Fabbri e della guardia provinciale di Portomaggiore Valerio Verri, tanto che sono stati portati sul luogo anche dei droni che hanno iniziato a sorvolare sul territorio, perlustrando soprattutto i canali d'acqua. Ma gli inquirenti sospettano anche che Igor possa essersi nascosto sottoterra, in una tana scavata da qualche animale. Il suo arsenale vanta una calibro 12, una semiautomatica argentata 9x21 e un fucile a pallettoni, forse lo stesso usato per l'assassinio di Salvatore Chianese a Fosso Ghiaia nel 2015.

Impegnati nelle ricerche ci sono anche gli elicotteri dei carabinieri del 13° Elinucleo, che si trova di stanza all'aeroporto di Forlì. Dal "Ridolfi" ci sono state 5 partenze, di cui 2 in orario notturno, per le perlustrazioni dall'alto, fin dalla mattina di domenica. I carabinieri dell'Elinucleo forlivese hanno messo in campo 6 piloti e 2 velivoli, un quadripala Agusta Bell 412  e un Agusta A109 da ricognizione, quest'ultimo equipaggiato con una telecamera con visore ad intensificazione di calore, adatta per l'attività in notturna. In totale diverse ore di volo nell'area con centro Molinella, accanto agli altri elicotteri giunti dalla regioni vicine. E sempre dai carabinieri di stanza a Forlì vengono impiegate anche nuove tecnologie sperimentali a disposizione dell'Elinucleo, come appunto i droni. La caccia all'uomo non conosce sosta: mercoledì è stato battuto l'argine del Reno, in particolar modo dopo la sparizione di una zattera. La barchetta era di un contadino e la sparizione è emersa durante il perlustramento in corso da parte delle squadre di carabinieri nei casolari della zona. Era utilizzata dal proprietario per piccoli spostamenti nel dedalo di canali e acquitrini dell'area non bonificata

Intanto Marco Ravaglia, la guardia provinciale di 54 anni che ha visto in faccia la morte sabato pomeriggio a Portomaggiore, resta ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Bufalini di Cesena. Le sue condizioni sono critiche soprattutto per il proiettile che ha ancora in corpo. I medici del Trauma Center cesenate gli hanno già estratto due colpi, uno dal braccio sinistro e l'altro dall'addome, con due distinte operazioni chirurgiche. Ne manca, però, ancora una terza, per rimuovere un terzo proiettile conficcato in una spalla, l'ultimo di una raffica sparata dal killer con la fredda determinazione di uccidere. Ravaglia è ricoverato nel reparto di rianimazione, i medici – pur non sciogliendo la prognosi – parlano di condizioni critiche ma stabili, con un lieve miglioramento dal momento che attualmente si trova in stato vigile e non più in coma farmacologico.

"Sono state ore difficili, ma lo saranno anche quelle che ci aspettano e credo che tutti insieme siamo chiamati a stringerci - commenta il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli - Stringerci attorno al lutto della famiglia di Valerio e ai suoi cari, stringerci attorno a Marco e per lui tifare esasperatamente per una pronta, rapida e totale guarigione, stringerci attorno alle forze dell'ordine e far sentire loro che godono della nostra fiducia e del nostro appoggio incondizionato".

Un appello a costituirsi è arrivato da don Antonio Bentivoglio, cappellano del carcere di Ferrara che sostiene di aver ribattezzato Igor Vaclavic in “Ezechiele” durante la sua reclusione. Per il momento il meteo ha favorito le ricerche, ma nei prossimi giorni nella zona battuta sono previste forti piogge, cosa che renderebbe ancora più difficile il già arduo lavoro dei militari. Ma l'assassino è ferito, solo, circondato e prima o poi avrà bisogno di acqua e cibo: la speranza è che Igor abbia le ore contate.

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