La sagra paesana scatena la protesta animalista: bombardamento di e-mail

E' partita la protesta pacifica per il patrocinio concesso dal Comune di Ravenna alla Sagra paesana di Bastia che si svolgerà a partire da giovedì, con sei giorni di eventi

La sagra 2014

E' partita la protesta pacifica per il patrocinio concesso dal Comune di Ravenna alla Sagra paesana di Bastia che si svolgerà a partire da giovedì, con sei giorni di eventi, nell'area allestita all’interno del podere Vittorio Sansoni, dedicati anche al cavallo e  alla rassegna del pollo romagnolo e del colombo emiliano romagnolo. Da domenica una serie di e-mail di persone indignate stanno arrivando agli indirizzi di sindaco e assessori del Comune di Ravenna, uffici competenti, servizio veterinario dell'Ausl e polizia municipale.

Le e-mail, tutto con lo stesso testo, esprimono la cotrarietà dei singoli cittadini alla 'benedizione' dal Comune a questo evento “in cui tantissimi animali saranno detenuti in spazi ristrettissimi e alcuni  legati con corde  tanto corte  da non potersi neppure muovere, per 5 giorni e 5 notti, esposti al rumore dei festeggiamenti e alle molestie del pubblico”, si legge.

“La nostra società sta maturando una sensibilità sempre crescente verso gli animali e da un numero sempre maggiore di fonti arriva il messaggio che nutrirsi di carne, oltre che essere crudele e contrario alla morale, è anche molto dannoso alla salute e deleterio per l'ambiente. Una manifestazione di questo tipo, in cui gli animali sono presentati e considerati alla stregua di prodotti  agricoli e usati per il divertimento  dei partecipanti, senza tenere  minimamente conto della loro sofferenza e della loro dignità di esseri senzienti,  lungi dall'essere un pregio e un vanto per il territorio, appare retrograda, anacronistica e assolutamente diseducativa – accusano i contestatori -. Non è questo il modo di "valorizzare" il territorio e di rendere attrattiva la piccola comunità di Bastia, che vuole "festeggiare" servendosi di animali quali mezzo di spettacolo e magari anche oggetto di vendita - continua la e-mail facendo riferimento alle parole degli assessori Cameliani e Morigi, che hanno promosso l'evento -.  Che festa sarebbe quella in cui degli esseri innocenti vengono costretti in condizioni innaturali, faticose, di sofferenza, di paura, di pieno malessere? Che divertimento sarebbe quello di assistere ad uno spettacolo equestre tristissimo e innaturale o all'esibizione del migliore esemplare di cavallo a livello regionale? Di che festa si parla pensando a quei poveri polli e colombi, esposti al trambusto della gente e dei rumori e soprattutto che finiranno la loro vita nel peggiore dei modi? Abbiamo ancora davvero bisogno di sfruttare creature senzienti, innocenti ed indifese per divertirci? Non si festeggia a spese dei diritti degli altri”.

Poi la richiesta finale: “Chiedo alle autorità preposte, incluso l'ufficio tutela animali, di vigilare attentamente e di impedire i maltrattamenti sopracitati per quello che riguarda la manifestazione di quest'anno. Chiedo a tutti i sostenitori e patrocinatori di far sì che la sagra non preveda più, negli anni a venire, la messa in mostra degli animali e, in caso li prevedesse, di non concedere il patrocinio”.

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