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Integrazione degli ospedali, la Cgil: "Sì, ma con un piano trasparente"

" La Cgil chiede e pretende un piano chiaro e trasparente, che identifichi i "nodi della rete" e che dica ai cittadini cosa si fa e dove si fa. Un percorso lineare fatto di informazione e coinvolgimento della cittadinanza e di tutti i soggetti che contribuiscono alla qualità della risposta"

Redazione 1 aprile 2013

Avanti con l’Ausl unica romagnola, ma con un piano trasparente che salvi la specializzazione e la prossimità dei servizi ai cittadini. E’ la posizione della Cgil di Ravenna che, in vista del prossimo incontro con la Direzione generale dell’Ausl, chiederà di  vedere sostanziati, attraverso proposte precise, i principi enunciati dalla Direzione dell’Ausl  negli  incontri  effettuati con i consigli comunali della provincia.

Il territorio ravennate ospita tre presidi ospedalieri “che forniscono risposte di qualità – dice la Cgil in una nota - e che, collocati uno in ogni distretto e  integrati fra di loro, sono l’incontestato punto di riferimento della popolazione per tutte le prestazioni sanitarie di medio-alta tecnologia che si esplicano attraverso riconosciute competenze professionali”.

La Cgil di Ravenna ritiene necessario potenziare il processo di integrazione in atto: “L’idea di considerare i tre ospedali  come un unico presidio - proposta che disegna una rete di risposte collocate sul territorio, in modo che il cittadino abbia sempre a disposizione, anche per il futuro, le migliori competenze e attrezzature - è dal punto di vista teorico non solo accettabile ma auspicabile”.

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“Una sfida complessa che, per avere possibilità di riuscita, richiede un governo trasparente, una programmazione chiara e una gestione capace e coerente, che sappia coniugare la presenza di specializzazioni complesse con la prossimità dei servizi. La Cgil chiede e pretende un piano chiaro e trasparente, che identifichi i “nodi della rete” e  che dica ai cittadini cosa si fa e dove si fa. Un percorso lineare fatto di informazione e coinvolgimento della cittadinanza e di tutti i soggetti che contribuiscono alla qualità della risposta, valorizzando le professionalità degli operatori e investendo in formazione ed innovazione”.

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