Servizi per l'infanzia, approvate le linee guida per il welfare locale

Il nuovo sistema conferma la scelta di avvalersi della collaborazione dei gestori di nidi d’infanzia privati attraverso rapporti convenzionali che permettano di incrementare l’offerta di posti di nido d’infanzia razionalizzando però le convenzioni esistenti

Il consiglio comunale ha approvato le linee guida per il welfare locale di servizi per l’infanzia da 0 a 3 anni, con l’astensione del Movimento 5 Stelle e del consigliere Stampa (Lista per Ravenna) e il voto favorevole di tutti gli altri gruppi (Pd, Sel, Fds, Pri, Lega Nord, Lista per Ravenna, Forza Italia, Ncd, gruppo misto). Tali linee guida, illustrate dall’assessora all’Istruzione Ouidad Bakkali, riguardano l’introduzione di un nuovo sistema di convenzionamento con i nidi privati e aziendali autorizzati al funzionamento e quella di voucher comunali per le famiglie.

Il nuovo sistema conferma la scelta di avvalersi della collaborazione dei gestori di nidi d’infanzia privati attraverso rapporti convenzionali che permettano di incrementare l’offerta di posti di nido d’infanzia razionalizzando però le convenzioni esistenti. “Mantenendo come prioritario – ha spiegato Bakkali – l’obiettivo di rispondere nella maniera più efficace possibile ai bisogni educativi e al benessere dei bambini, e di farlo mantenendo una buona governance pubblica, passiamo da cinque diverse tipologie di rapporto con i nidi privati a tre; i posti convenzionati con il Comune, che prevediamo nel numero di 170 rispetto ai 770 comunali, e che hanno le stesse caratteristiche, in termini di servizio e rette pagate dalle famiglie, di quelli comunali; la pubblicazione di un avviso pubblico per il rinnovo della gestione, attualmente in scadenza, del nido aziendale/interaziendale che si trova nell’edificio di proprietà comunale di via Chiavica Romea; l’opportunità dei voucher comunali – siamo il primo Comune a introdurla - per le famiglie dei bambini frequentanti nidi privati nei posti non convenzionati.

Con tali voucher aiutiamo le famiglie a calmierare rette più alte – i voucher andranno da 50 a 300 euro al mese e saranno erogati in base all’Isee, da 7.500 a 35.000 euro – e nello stesso tempo motiviamo il privato a differenziare il servizio rispetto al pubblico; a tali posti possono infatti accedere sia le famiglie che non riescono a entrare nella graduatoria per accedere a un posto comunale o convenzionato che quelle che hanno particolari esigenze, in termini di giornate e orari di apertura, alle quali il servizio pubblico non è in grado di corrispondere. Come chiesto durante il dibattito in commissione, i voucher vengono introdotti sperimentalmente e dopo un anno dalla loro applicazione si procederà a una verifica. Riteniamo in questo modo di dare maggiore organicità, equità e ordine a un sistema che già riconosceva attenzione e importanza al privato ma che poteva essere ed è stato ulteriormente razionalizzato”.

Alberto Ancarani (Forza Italia) ha dichiarato voto favorevole, “in attesa di valutare come saranno applicate queste linee guida, perché secondo noi la delibera va nella direzione nella quale è giusto che nel 2016 si vada in relazione a questo tipo di servizio, cioè prestando un’attenzione forte al privato. Troviamo ragionevoli le modalità individuate per l’integrazione tra pubblico e privato e troviamo ragionevole che il Comune tenti di sopperire, anche se forse non quanto sarebbe necessario, al passo indietro della Regione per quanto riguarda i voucher”.

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) ha dichiarato voto favorevole - precisando che “ci riserviamo di verificare che queste linee di indirizzo vengano declinate dalla giunta in maniera corretta – perché credo si possa convenire sugli obiettivi alla base della delibera, che non sconvolge l’attuale assetto dei servizi 0 – 3 ma razionalizza l’esperienza portata avanti finora introducendo anche alcuni adattamenti resisi necessari per il fatto che non si può più fare affidamento sui voucher regionali. In particolare andrà verificato l’andamento della situazione proprio in relazione all’erogazione dei voucher comunali”.

Fabio Sbaraglia (Pd) ha dichiarato voto favorevole sottolineando che “si compie un ulteriore passo avanti nella direzione dell’integrazione tra pubblico e privato, dando ancor maggiore organicità alla visione di un servizio integrato nell’ambito della gestione dei nidi, riconoscendo la pluralità degli attori in campo e le loro diverse peculiarità in termini di offerta, per quanto riguarda ad esempio giorni e orari di apertura, che si vengono appunto ad integrare tra loro. Per quanto riguarda i voucher, il Comune fa la sua parte tenendo conto del venir meno del contributo regionale”. Francesca Santarella (Movimento 5 Stelle) ha dichiarato voto di astensione “perché si chiedeva l’apporto di previsioni di studio più approfondite su nuove opportunità che anche gli asili comunali potrebbero dare in termini di flessibilità nei giorni e negli orari di apertura, invece di delegare tutto ai privati, per quanto bravi”.

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