Fermati dopo la spaccata al bar investono un Carabiniere: ricercati per tentato omicidio

Lunedì mattina l'auto usata dai quattro rapinatori è stata ritrovata incendiata a Bologna in via Rivani, completamente distrutta dalle fiamme

Caos nella notte tra domenica e lunedì sulle trade del ravennate e del bolognese. Un Carabiniere di 48 anni, infatti, è stato investito a Mordano da un'auto con a bordo 4 malviventi che ha forzato il posto di blocco.

Tutto ha avuto inizio però a Fusignano, dove intorno alle 4 una banda ha fatto irruzione al bar 'Clipper' di via Pero. Entrati all'interno del locale sfondando una porta a vetri, i ladri nel giro di un paio di minuti hanno arraffato sigarette per un valore ancora da quantificare - il tutto ripresi dalle telecamere di videosorveglianza dell'esercizio - poi si sono dati alla fuga quando è suonato l'allarme, e alcuni passanti hanno notato l'auto - un'Alfa 156 - allontanarsi a forte velocità. Sul posto si sono precipitati i Carabinieri, ma dei malviventi non c'era già più traccia.

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Nel frattempo l'auto si sarebbe allontanata verso Imola, tanto che ad attenderli a Mordano, tra via Lughese e via Cavallazzi, c'erano i Carabinieri del Radiomobile di Imola. A quel punto l'auto ha rallentato: due degli occupanti sono riusciti a fuggire a piedi, mentre il conducente ha forzato il posto di blocco, ha ingranato la marcia e ha investito il militare, un appuntato scelto di 48 anni.

Sul posto sono arrivati quindi i soccorritori del 118, che lo hanno trasportato d'urgenza in elicottero al pronto soccorso dell'Ospedale Maggiore: il militare, che ha riportato un trauma cranico e la frattura di una vertebra, è ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva e non sarebbe in pericolo di vita, mentre due dei quattro rapinatori sono ricercati per tentato omicidio. Lunedì mattina l'auto usata dai quattro rapinatori è stata ritrovata incendiata a Bologna in via Rivani, completamente distrutta dalle fiamme.

I sindaci

"A nome di tutti gli amministratori della Bassa Romagna, vogliamo esprimere la nostra vicinanza all'appuntato dell'Arma dei Carabinieri ferito, alla sua famiglia e a tutti i suoi colleghi - ha dichiarato la presidente Eleonora Proni - Il militare ha rischiato la propria vita per servire la collettività e garantire la sicurezza di un territorio: per questo a lui, come a tutti i suoi colleghi, va anche la nostra riconoscenza, per il lavoro svolto quotidianamente". "Ci auguriamo che i responsabili di questo tentato omicidio siano assicurati al più presto alla legge e paghino per quello che hanno fatto - ha aggiunto il sindaco Daniele Bassi, delegato per la sicurezza dell'Unione -. Il nostro territorio ripudia la violenza e la delinquenza: per questi delinquenti servono pene esemplari e certe, una volta che saranno catturati la giustizia dovrà agire con fermezza".

Il sindacato

"Esprimiamo massima solidarietà al collega e alla sua famiglia, nella speranza che possa rimettersi al più presto - commentano dalla federazione sindacale di Polizia. E mentre pensiamo al terribile momento che dovrà superare, cresce la rabbia di constatare che, giorno dopo giorno, la brutalità e l’arroganza dei delinquenti mietono una vittima dietro l’altra fra il personale in divisa che, per tutta risposta, non solo non è tutelato a sufficienza, ma è addirittura troppo spesso denigrato, accusato, flagellato. Oggi, mentre aspettiamo che Amnesty commenti questa notizia con la stessa puntualità con cui ci accusa di usare violenza sui cittadini, ci chiediamo cosa sarebbe successo se il collega avesse tentato di difendersi magari mettendo mano all’arma? - commenta Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione Fsp Polizia di Stato - La verità è che in questo strano paese delinquenti, criminali e violenti sono più tutelati e garantiti degli appartenenti alle Forze dell’ordine, lasciati senza strumenti idonei, e senza tutele legali e operative sufficienti, nonché esposti agli effetti nefasti di una mentalità che li vuole bersagli buoni per tutte le occasioni e vittime sacrificali sull’altare della sicurezza pretesa ma non tollerata, né seriamente predisposta. In Italia quelli soffocati sotto un peso ormai insostenibile sono donne e uomini in divisa”. 

La Lega

“Mentre il governo è impegnato a smontare i Decreti sicurezza e a mandare a casa i carcerati, una banda di delinquenti tenta una spaccata e poi investe un carabiniere che ora è grave in ospedale. Solidarietà e riconoscenza all’Arma e a tutte le Forze dell’Ordine. La Lega è dalla loro parte. Il governo da che parte sta?”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, riferendosi al militare investito.

"Banditi in fuga e un carabiniere investito. Scene da far west nella notte. Seguiamo con apprensione le notizie sulle condizioni del militare, a cui va tutta la nostra vicinanza e l'augurio di una pronta guarigione - commenta invece la senatrice della Lega Lucia Borgonzoni - Sorprende che mentre in Emilia-Romagna accadono episodi come questo, a cui si aggiungono, in tutto il Paese, aggressioni a forze dell'ordine, rivolte contro gli agenti nelle carceri e allarmanti notizie di cronaca nera, il governo pensi a smantellare i decreti sicurezza, che hanno potenziato gli strumenti contro il crimine e hanno fornito più tutele alle forze dell'ordine. Un paradosso che impediremo con tutte le nostre forze, anche per rispetto a donne e uomini in divisa che rischiano la vita per difendere i cittadini".

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“Pene severe per chi offende e compie violenza contro gli uomini e le donne in divisa. La mia più profonda solidarietà e riconoscenza per il Carabiniere ferito". Così il consigliere regionale della Lega, l'imolese Daniele Marchetti, che ribadisce il suo apprezzamento per le forze dell'ordine “vero orgoglio italiano perché tutti i giorni lottate con coraggio, ma soprattutto senza paura contro le avversità, i soprusi, le angherie e l'iniquità sociale difendendo la gente e l'onestà. A voi va il mio ringraziamento, ma anche l'affetto e la stima delle centinaia di migliaia di emiliano-romagnoli che lodano il vostro lavoro. Ora auguriamoci che, grazie alle indagini degli inquirenti questi delinquenti possano essere assicurati alla giustizia e vengano condannati a pene severe".

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