Maxi sequestro di droga e sparatoria a Lido di Classe: fermi convalidati

Oltre due tonnellate tra hashish e marijuana: le indagini, condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Ravenna, hanno portato al fermo di quattro persone

E' considerato uno dei sequestri di droga più ingenti della storia del Ravennate. Oltre due tonnellate tra hashish e marijuana. Le indagini, condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Ravenna, hanno portato al fermo di un piemontese di 26 anni, già noto alle forze dell'ordine, e di tre albanesi, rispettivamente di 27, 53 e 21 anni. Tutti si trovano in carcere con l'accusa di trasporto di sostanze stupefacenti: il giudice per le indagini preliminari ha convalidato sabato il fermo del piemontese, mentre lunedì quello dei tre extracomunitari.

IL VIDEO della sparatoria a Lido di Classe

Il controllo e la sorpresa

L'attività investigativa è partita da un servizio di controllo del territorio, svolto nella nottata tra giovedì e venerdì dai Carabinieri della Compagnia di Cervia e Milano Marittima. Una pattuglia ha intercettato intorno alle 4,30 un furgone lungo la Romea Sud, nella zona di Savio, che procedeva in direzione Ravenna. A bordo vi erano due persone. All'alt il veicolo ha proseguito nella marcia. Ne è nato un breve inseguimento al culmine del quale il passeggero si è dato alla fuga per i campi. Il conducente, bloccato dopo una collutazione, è stato identificato in un 26enne piemontese, già noto alle forze dell'ordine. All'interno del mezzo sono stati trovati 2,4 tonnellate di marijuana, 62 chili di hashish e 4 di olio di hashish. Un sequestro particolarmente ingente e tra i più importanti effettuati nel territorio.

Le ricerche

Gli uomini dell'Arma sono stati impegnati nelle ricerche del fuggiasco. Una pattuglia, con a bordo il comandante della stazione di Savio, Giorgio Tantimonaco, ha intercettato a Lido di Classe due auto sospette con altrettante persone, una "Alfa 147" ed una "Fiat Punto" in via Pergami, all’incrocio con via della Bevanella, tra le foci dei fiumi Savio e Bevano. Alla richiesta dei documenti è nata una collutazione, durante la quale uno degli individui ha estratto una pistola. Il militare, grazie alla sua esperienza, è riuscito ad immobilizzare la mano del malvivente con la quale teneva impugnata l'arma. Nella circostanza è partito un colpo, ma nessuno è rimasto ferito poichè il colpo è stato deviato.

Successivamente il maresciallo e la pistola sono caduti nel canale che costeggia l'arteria. Fortunatamente, salvo qualche escoriazione ed una lieve lesione ad una mano dovuta all'effetto dello sparo, il militare non ha riportato conseguenze fisiche (5 giorni di prognosi). L'altro carabiniere ha esploso un colpo d'avvertimento. I due quindi sono fuggiti, facendo perdere le loro tracce e lasciando sul posto l'altra auto, una "Alfa 147". Subito è iniziata la caccia all'uomo, che ha visto impegnate numerose pattuglie, tra Carabinieri della Compagnia di Cervia e Milano Marittima e Ravenna e Polizia di Stato, e anche un elicottero del 13esimo Elinucleo di stanza a Forlì.

La fuga

La vettura usata dai due per dileguarsi, una "Fiat Punto" è stata trovata poco dopo, a non molti chilometri dal luogo dove si è consumato l'episodio, a Lido di Classe, a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Savio. I fuggiaschi sono rimasti impantanati nei pressi di una carraia, proseguendo nella fuga a piedi.

Il fermo

Gli uomini dell'Arma hanno battuto la zona, individuando tre figure sospette in un bar, che indossavano indumenti infagati. Uno dei tre è stato riconosciuto dal maresciallo di Savio come il passeggero del furgone. Gli inquirenti hanno appurato che i tre alloggiavano insieme in un albergo del Ravennate e che erano arrivati insieme in Italia. Il giudice Rossella Materia (pubblico ministero Monica Gargiulo) ha convalidato tutti i fermi.

Il piemontese dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione: aveva un foglietto con nomi, cifre e numeri di telefono, nonché assegni bancari e la ricevuta di un albergo dove aveva pernottato quella notte. Le indagini proseguono per chiarire la provenienza dell'ingente quantità di sostanze stupefacenti. Si ipotizza uno sbarco via mare a Lido di Classe, prima di esser caricato a bordo del furgone.

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